CASERTA – Un’illusione di libertà durata appena poche ore. Una bravata che gli è costata un nuovo arresto e un’ulteriore aggravante sul suo già complesso percorso giudiziario. Si è conclusa così, nella tarda serata di ieri, 7 settembre, la fuga di un giovane di 18 anni, di origine tunisina ma da tempo residente in città e regolarmente presente sul territorio, che ha pensato di poter violare impunemente gli arresti domiciliari a cui era sottoposto.
Il giovane, classe 2008, non è un volto nuovo per le forze dell’ordine. Su di lui pendeva già una misura cautelare emessa nell’ambito di un procedimento penale per il grave reato di rapina. Una misura che lo costringeva tra le mura domestiche, in attesa delle successive fasi processuali. Ma la tentazione di una serata all’aria aperta, lontano dal confino forzato della sua abitazione, ha avuto la meglio sul rispetto delle prescrizioni del giudice.
L’allarme è scattato durante uno dei consueti e meticolosi controlli che i Carabinieri della Stazione di Caserta effettuano quotidianamente sul territorio, proprio per verificare il rispetto delle misure restrittive della libertà personale. Giunti presso l’indirizzo di residenza del diciottenne, i militari hanno bussato alla porta, ma dall’interno non è giunta alcuna risposta. Un silenzio anomalo che ha immediatamente insospettito la pattuglia. Dopo aver esperito i tentativi di rito, è emersa la cruda realtà: il giovane non era in casa.
Senza perdere un istante, è scattato il piano di ricerca. Le pattuglie dell’Arma hanno iniziato a setacciare le vie della città, concentrandosi nelle zone limitrofe all’abitazione e nei luoghi di possibile aggregazione giovanile. La conoscenza del territorio e l’efficienza del dispositivo di controllo si sono rivelate decisive. In un lasso di tempo relativamente breve, il fuggitivo è stato intercettato e bloccato mentre si trovava tranquillamente sulla pubblica via, come se nulla fosse.
Secondo la ricostruzione effettuata dai Carabinieri, il diciottenne si sarebbe allontanato volontariamente e senza alcuna autorizzazione da parte dell’Autorità giudiziaria, l’unica che avrebbe potuto concedergli un permesso di uscita. Condotto in caserma per gli accertamenti di rito, al termine delle formalità è stato dichiarato in stato di arresto in flagranza, con la pesante accusa di evasione.
Su disposizione del Pubblico Ministero di turno, informato dell’accaduto, per il giovane si sono riaperte le porte della sua abitazione. È stato infatti nuovamente sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, in attesa della celebrazione del rito direttissimo, il processo per direttissima che si terrà nelle prossime ore davanti al giudice per convalidare l’arresto e decidere sul suo futuro. Questa evasione, seppur breve, rischia ora di aggravare pesantemente la sua posizione, dimostrando una scarsa affidabilità e un’insofferenza alle regole che potrebbero indurre l’Autorità giudiziaria a disporre una misura ancora più afflittiva.
Come previsto dalla legge, il procedimento è nella sua fase iniziale e la responsabilità penale dell’indagato per i reati contestati dovrà essere accertata attraverso una sentenza definitiva.










