Rifiuti, l’inganno al popolo e lo spettro dell’emergenza

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L'ex pm e già sindaco di Napoli Luigi de Magistris
Luigi de Magistris

In Campania vi è il rischio concreto di un drammatico ritorno al baratro dell’emergenza rifiuti. Gli incendi molto gravi, a distanza di pochi giorni, nel sito di stoccaggio dei rifiuti ad Airola in provincia di Benevento e nel deposito delle ecoballe a Taverna del Re a Giugliano, dimostrano in modo lampante il fallimento delle politiche regionali e nazionali degli ultimi anni sui rifiuti.

So bene che cosa è significato aver risolto nel 2011 l’emergenza rifiuti a Napoli, affrontando il dramma criminale con competenza, determinazione e coraggio, senza nuove discariche, anzi chiudendo quelle realizzate, e senza un nuovo inceneritore, riuscendo a vincere una partita drammatica che aveva mortificato il nostro territorio e, quindi, ponendo le basi per la riscossa della nostra città che ha raggiunto obiettivi mai toccati. So anche che significano il tradimento e le bugie delle politiche regionali e nazionali sulle ecoballe a Giugliano e sulla gestione complessiva dei rifiuti in Campania.

L’amministrazione Manfredi, poi, fa registrare un grave e pericoloso peggioramento della pulizia in città, nella raccolta dei rifiuti, con un crollo nelle percentuali della differenziata e con un’azienda nuovamente in difficoltà, tanto da far sorgere il legittimo sospetto della volontà di una nuova ondata di esternalizzazioni dei servizi a causa del mancato funzionamento di un’azienda pubblica che con fatica e successo avevamo rilanciato.

Le politiche sui rifiuti sono state governate non solo da maggioranze di centro destra, ma il più delle volte, negli ultimi anni, da un campo largo che sui rifiuti, come sull’acqua e sui beni comuni, ha dato prove pessime sul piano amministrativo e politico. Manfredi e la sua giunta nelle politiche che hanno condotto al crollo della raccolta differenziata e al peggioramento della situazione sui rifiuti in città è sostenuto dagli stessi partiti che governano la regione.

Le politiche regionali sui rifiuti, ammesso che ci siano, a circa un anno dalle elezioni regionali hanno registrato un arretramento ed una totale assenza di visione, azione e programmazione. Che cosa ha fatto sinora la regione per invertire la rotta sulla fallimentare gestione delle ecoballe? Nulla. Una politica buona solo con le parole e per ostacolare poi maldestramente chi sui rifiuti davvero ha dovuto superare ostacoli durissimi e rompere il legame tra affari, politica e camorra.

Sui rifiuti si sono consumate campagne elettorali e si è costruito consenso politico ingannando il popolo, ma adesso i nodi vengono al pettine con il rischio che questa stagione politica fatta di evidente incapacità e grave mancanza di trasparenza amministrativa e politica, possa far ritornare lo spettro cupo dell’emergenza rifiuti.

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