Andrea Ranocchia ha presentato “Athletic Minds”, un’iniziativa che pone la salute mentale al centro della performance sportiva. Il progetto, definito “dagli atleti e per gli atleti”, nasce dall’esperienza diretta dell’ex calciatore e si propone di rendere la preparazione psicologica e alimentare una componente strutturale dell’allenamento. L’organizzazione si avvale di un team di professionisti guidato dalla psicoterapeuta Lucia Bocchi e dal nutrizionista sportivo Andrea Valigi.
Il principio cardine del progetto è “Human First”, che mette la persona davanti all’atleta. Ranocchia ha sottolineato come gli sportivi siano troppo spesso visti come macchine da prestazione, un approccio che impedisce di vivere lo sport in modo autentico. L’idea ha preso forma dalla sua carriera: “Sono stato un calciatore professionista per tanti anni e ho capito che l’aspetto mentale è fondamentale tanto quanto quello tecnico, tattico e atletico”.
L’ex difensore ha ammesso che, se avesse iniziato prima un percorso di supporto psicologico, avrebbe affrontato diversamente molti momenti della sua carriera. “Ho iniziato a migliorare l’aspetto mentale tardi, verso i 30 anni. Farlo da giovane mi avrebbe dato strumenti diversi per gestire tutto ciò che riguarda l’essere uno sportivo”. Questo progetto vuole offrire proprio quella possibilità alle nuove generazioni.
“Athletic Minds” è una piattaforma completamente online, accessibile tramite un’app e un sito web. Dopo l’iscrizione, gli atleti possono iniziare un percorso personalizzato con psicologi dello sport o con nutrizionisti. Per garantire un alto standard qualitativo, il progetto collabora con l’Università di psicologia sportiva di Milano, che si occupa della formazione di tutti gli psicologi del team.
L’iniziativa si rivolge a un pubblico ampio, dagli atleti più giovani a quelli più maturi, offrendo anche un supporto cruciale per la delicata fase del post-carriera. Ranocchia ha evidenziato come molti sportivi vadano in difficoltà dopo aver smesso l’attività agonistica, un problema che il progetto intende affrontare.
L’obiettivo è anche quello di superare il tabù che per anni ha circondato la psicologia sportiva. “Fortunatamente tanti sportivi di alto livello si sono aperti sull’argomento”, ha affermato Ranocchia. “Andare da uno psicologo non significa avere un problema, ma acquisire strumenti per migliorare le prestazioni, lo stile di vita e l’approccio alla propria disciplina, gestendo al meglio successi e fallimenti”.
Il progetto ha già raccolto il sostegno di numerosi campioni di diverse discipline, tra cui Andrea Pirlo, Filippo Magnini, Fabio Fognini, Alessandro Bastoni e Simone Giannelli. Questi atleti hanno condiviso la visione di Ranocchia sull’importanza di curare il benessere mentale come parte integrante della vita di uno sportivo.


