Il direttore sportivo dell’Atalanta, Cristiano Giuntoli, ha concesso un’intervista ai microfoni di Sky Sport nei minuti precedenti la sfida casalinga contro il Cagliari, valida per la quarta giornata del campionato di Serie A 2026/2027. Le sue parole hanno offerto una visione chiara sulla costruzione della nuova squadra e sulle ambizioni del club, senza tralasciare un’analisi retrospettiva delle sue esperienze passate.
Interrogato su quando si potrà ammirare la migliore versione della Dea, il dirigente ha evitato di fissare scadenze precise, pur manifestando l’auspicio che avvenga il prima possibile. Ha spiegato che la preparazione ha subito alcuni rallentamenti a causa di diversi fattori concomitanti. “Se analizziamo la situazione, siamo arrivati un po’ in ritardo”, ha dichiarato, facendo riferimento all’impatto del Mondiale per nazionali e a una sessione di calciomercato che si è protratta a lungo.
A questi elementi si è aggiunto l’impegno nel turno preliminare di Conference League, che ha ulteriormente ridotto i giorni a disposizione per gli allenamenti. “Le giornate a disposizione di Sarri non sono state tante, ma con il suo staff sta facendo un grande lavoro”, ha sottolineato Giuntoli, mostrando pieno supporto all’operato del tecnico e del suo gruppo.
Il direttore ha poi tracciato un profilo dell’allenatore, descrivendolo con un aneddoto significativo. “Sarri non è mai tranquillo, è sempre preoccupato perché ci tiene molto”, ha confidato. Un’apprensione che non è sintomo di insicurezza, ma di un’estrema dedizione al lavoro e di un perfezionismo che lo contraddistingue da sempre. “È lo stesso da anni, da quando lo conosco. Abbiamo molta fiducia in lui”, ha aggiunto, ribadendo la stima incondizionata della società.
Giuntoli ha voluto precisare che la richiesta di pazienza non deve essere interpretata come un alibi o una mancanza di ambizione. “Non lo dico per chiedere tempo, perché anche noi vogliamo avere subito un’Atalanta convinta e forte”. Ha quindi ringraziato la proprietà, menzionando esplicitamente Steve Pagliuca e l’amministratore delegato Luca Percassi, per aver messo a disposizione le risorse necessarie. “Siamo convinti di aver costruito una squadra competitiva, ma ci vuole tempo per arrivare a uno standard super positivo”.
Il passaggio più incisivo dell’intervista è arrivato quando gli è stato chiesto di confrontare la sua attuale avventura con quelle precedenti. Con diplomazia ma senza giri di parole, ha lanciato una frecciata al suo ex club. “Io i giudizi li lascio agli altri. Il giudizio su un direttore va dato alla lunga”, ha premesso.
Ha poi articolato il suo pensiero mettendo in contrapposizione le diverse esperienze: “A Napoli sono stato per un periodo molto lungo, nel quale ho potuto esprimermi”. Il riferimento implicito è al ciclo di otto anni culminato con lo Scudetto. Poi, la stoccata: “…dopo un po’ meno…”. Una frase che condensa la sua breve parentesi alla Juventus. Infine, ha guardato al presente e al futuro a Bergamo: “Ora qui abbiamo un rapporto di stima reciproca molto forte, stiamo facendo un progetto importante e sono molto fiducioso”.





