Lazio, Gattuso durissimo: «Senza pubblico è una farsa»

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Cronache Mercato
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Due squilli di Diego Moreira hanno evitato la sconfitta al Milan. La squadra rossonera si è salvata in casa della Lazio grazie alle prime reti dell’esterno classe 2004, entrato nella ripresa al posto di Chukwueze. L’ex Benfica ha firmato una doppietta in soli due minuti, annullando il doppio vantaggio biancoceleste maturato nel primo tempo con i gol di Cancellieri e Noslin.

Per la Lazio è arrivato il primo pareggio in campionato, mentre per la squadra di Amorim è stato il secondo consecutivo, dopo l’1-1 ottenuto contro la Juventus nella giornata precedente.

Nel post-partita, il tecnico biancoceleste ha commentato la prestazione e ha affrontato con durezza il tema dell’assenza dei propri fan. “Possiamo fare poco per la situazione sugli spalti”, ha dichiarato ai microfoni di Dazn. “Se sono venuti a prenderci a Formello, è merito dei ragazzi. Dobbiamo continuare a essere seri e a fornire prestazioni dignitose”.

L’allenatore ha poi rincarato la dose, esprimendo tutta la sua frustrazione. “Vedere uno stadio senza tifosi per me non è calcio. Dobbiamo lavorare con serietà e dopo vedremo cosa succederà”.

Anche in conferenza stampa, il concetto è stato ribadito con parole ancora più forti e dirette. “Per me il calcio senza tifosi fa cagare, è meglio stare a casa e andare in giro coi cani. Così non è calcio. Il calcio è fare gol e andare sotto la curva, baciare la maglia perché te lo senti”.

L’allenatore ha poi parlato del corteo dei sostenitori, mostrando comprensione ed empatia. “Brucia anche a loro non venire allo stadio. A tutti brucia non venire qui. Vedi bambini di 6-7 anni che hanno il veleno, guai se gli tocchi la loro squadra. Tutti vorrebbero venire all’Olimpico e fare 50mila spettatori”.

Ha quindi collegato il gesto dei fan alla dedizione mostrata dalla squadra in campo. “Credo che siano venuti anche per quello che stanno trasmettendo i giocatori, per il fatto che non mollano mai, che portano la maglia con orgoglio. Vedendo le persone che sono venute, mi sono emozionato”.

Infine, l’allenatore ha concluso con una riflessione sul suo metodo di lavoro, ricordando le sue esperienze passate. “Vado via dal Milan e vincono il campionato, ho lasciato mentalità e cultura del lavoro. Vado via dal Napoli e vincono. Non è un caso. Io vivo per questa roba qui, per la disciplina, per far capire ai giocatori l’importanza di arrivare puntuali e delle regole. Abbiamo cominciato subito qui questo percorso e devo ringraziare questi ragazzi per quello che fanno”.

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