La prima uscita europea del Milan ha lasciato un’immagine emblematica: Francesco Camarda ha trascorso 94 minuti in panchina, anche quando la squadra si è trovata in svantaggio di due gol contro il Benfica. Questa scelta ha sollevato dubbi legittimi sulla gestione del giovane attaccante e sulla chiarezza del progetto tecnico a lui dedicato.
Il club ha dimostrato grande fiducia nel suo talento, blindandolo con un rinnovo contrattuale fino al 2031, siglato in coppia con l’amico Christian Comotto. Questa fiducia, tuttavia, non si è ancora tradotta in opportunità concrete sul campo: il classe 2008 ha giocato appena cinque minuti contro la Lazio nelle prime cinque partite stagionali, dopo un percorso altalenante tra Primavera, Milan Futuro e prima squadra.
Il tecnico Rúben Amorim ha dichiarato che per costruire serve tempo, ma questo tempo si può “comprare” solo iniziando a vincere. La sensazione è che l’allenatore portoghese, pur avendo un contratto lungo, senta la pressione di dover ottenere risultati immediati. Questo lo spinge a non commettere più errori nelle scelte di formazione, limitando di fatto lo spazio per i giovani in crescita.
Il calendario non aiuterà. Dopo la sfida con il Lecce a San Siro, il Milan affronterà un ciclo terribile: il Sassuolo l’11 ottobre, la trasferta di Salisburgo il 15, l’Atalanta in casa il 18 e un’altra complessa missione europea a Bournemouth. Le prospettive per Camarda non appaiono ottimali, nonostante il titolare Gonçalo Ramos stia attraversando un momento di difficoltà realizzativa.
Va precisato che sia Camarda sia il suo entourage hanno spinto per rimanere al Milan, rifiutando diverse proposte di prestito. Il giocatore si sente pronto per essere determinante con la maglia che ama e non è preoccupato dal rischio di giocare poco. Difficilmente, quindi, chiederà la cessione a gennaio, anche se il club sta lavorando per l’arrivo di Endrick dal Real Madrid.
Una riflessione a parte meritano Comotto e Alpha Diawara, entrambi esclusi dai convocati per la trasferta di Lisbona per mancanza di posti in lista. Il gioiellino italiano sta crescendo allenandosi con grandi campioni, ma l’interrogativo resta: a 18 anni è più formativo avere continuità di gioco o allenarsi con i più forti? Amorim e la dirigenza dovranno valutare una sua possibile cessione in prestito a gennaio.
Diawara, invece, è stato un acquisto a sorpresa dell’area scouting. L’idea iniziale era di inserirlo nel Milan Futuro, ma la prospettiva non ha entusiasmato l’ex Troyes. Poiché il club ha esaurito gli slot per i prestiti internazionali, potrà cederlo a titolo temporaneo solo in Italia. Nelle prossime settimane, il tecnico dovrà decidere se il giocatore può essere utile fin da subito alla prima squadra.






