Una nuova contestazione per estorsione riaccende l’attenzione investigativa sull’area di Mugnano. A finire al centro dell’inchiesta è Rosario Balido, 26 anni, ritenuto dagli investigatori vicino al clan Amato-Pagano, raggiunto da un provvedimento cautelare nell’ambito di un’indagine relativa a una presunta richiesta estorsiva ai danni di un’attività commerciale del territorio.
Nel procedimento compare anche Angelo Ceparano, già detenuto da alcune settimane per un’altra contestazione di natura estorsiva, questa volta relativa a un’impresa impegnata nell’esecuzione di lavori stradali. Per entrambi la vicenda resta nell’ambito delle accuse contestate dalla Procura e dovrà essere sottoposta alle valutazioni dell’autorità giudiziaria.
La richiesta al commerciante: “Mettiti a posto con i compagni di Mugnano”
Secondo la ricostruzione degli investigatori, Balido e Ceparano avrebbero rivolto le proprie attenzioni a un commerciante di Mugnano. Il passaggio centrale dell’ipotesi accusatoria sarebbe rappresentato da una frase pronunciata nei confronti della vittima: «Devi metterti a posto con i compagni di Mugnano».
Un’espressione che, secondo gli inquirenti, avrebbe avuto un preciso significato intimidatorio, facendo riferimento a un contesto criminale e accompagnando una richiesta di denaro. La pressione sul commerciante, sempre secondo quanto emerge dagli accertamenti, non si sarebbe però limitata alle parole.
Il lucchetto davanti al negozio
A rendere ancora più concreta la presunta intimidazione ci sarebbe stato infatti un gesto compiuto ai danni dell’attività commerciale: l’applicazione di un lucchetto.
Secondo la prospettiva investigativa, l’azione avrebbe rappresentato un ulteriore strumento di pressione nei confronti del titolare, con l’obiettivo di rafforzare la richiesta e indurlo ad assecondare le pretese avanzate.
È sulla base di questo quadro che nei confronti di Balido è scattata la misura cautelare. Ceparano, invece, si trovava già in carcere in relazione a un’altra vicenda giudiziaria.
L’altra contestazione a Ceparano
La posizione di Ceparano era già finita sotto la lente degli investigatori nelle scorse settimane. L’uomo è infatti detenuto per una precedente contestazione di estorsione che avrebbe riguardato un’impresa impegnata in lavori stradali.
La nuova indagine amplia dunque il quadro delle contestazioni e punta a ricostruire i rapporti tra le persone coinvolte e il ruolo che ciascuno avrebbe avuto nella presunta attività estorsiva.
Le contestazioni oggetto dell’inchiesta riguarderebbero un arco temporale compreso tra l’estate del 2025 e l’estate del 2026. Gli investigatori sono al lavoro per ricostruire tutti i passaggi della vicenda, verificare eventuali ulteriori episodi e chiarire la destinazione delle somme che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero state richieste al commerciante.
Ceparano è difeso dall’avvocato Luigi Poziello, mentre Balido è assistito dall’avvocato Celestino Gentile.
L’inchiesta resta aperta e gli accertamenti dovranno ora consentire di definire con maggiore precisione il quadro accusatorio. Per gli indagati vale, come previsto dall’ordinamento, il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.











