Loïs Openda e la Juventus: ‘Stile di gioco inadatto’

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Cronache sport calcio
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Loïs Openda ha ritrovato il gol e la fiducia al Lione, club dove milita in prestito. L’esperienza in Francia sembra aver rigenerato l’attaccante belga, che in una recente intervista al quotidiano L’Équipe ha analizzato con lucidità il suo difficile periodo alla Juventus. Pur rimanendo sotto contratto con il club torinese fino al 2030, Openda ha parlato apertamente delle ragioni che hanno limitato il suo rendimento in Serie A, fornendo una prospettiva chiara sulle sue difficoltà di adattamento.

Il problema principale, secondo l’attaccante, è stato di natura tattica. Openda ha spiegato come il suo stile di gioco, basato su scatti e attacchi alla profondità, non si integrasse con l’impianto della Juventus. “In Italia, la squadra che sfrutta bene la profondità è l’Inter”, ha osservato, evidenziando una differenza di filosofia di gioco. Ha raccontato di come, prima del suo arrivo in Serie A, avesse studiato il campionato, consapevole delle sfide che avrebbe affrontato. La Juventus, a suo dire, non era abituata a valorizzare un profilo con le sue caratteristiche.

Oltre all’aspetto tattico, Openda ha menzionato la complessa convivenza nel reparto offensivo. Con la presenza di un centravanti come Dušan Vlahović, gli spazi si sono ridotti. “Nel mio ruolo c’era Vlahović”, ha dichiarato, aggiungendo che il compagno “teneva per sé la palla”, un’abitudine che rendeva difficile creare combinazioni veloci e sfruttare le sue corse. L’attaccante ha percepito una scarsa complementarità con i partner d’attacco, sentendosi progressivamente messo ai margini del progetto tecnico.

Questa situazione lo ha spinto a cercare una nuova sistemazione per trovare continuità. “Ho cercato di ottenere la mia chance, e qualche volta l’ho avuta, ma verso la fine della stagione ho capito che per giocare dovevo andarmene”, ha ammesso. La Juventus avrebbe preferito una sua cessione in Premier League, ma Openda si è imposto per trasferirsi in prestito al Lione, una scelta che ha difeso con convinzione. Ha descritto la sua nuova squadra come “un posto sano”, sottolineando la bontà della sua decisione.

Nonostante le difficoltà, Openda non ha definito l’avventura a Torino un errore. Al contrario, l’ha considerata un’esperienza che gli ha permesso di crescere e lavorare su aspetti del suo gioco che prima trascurava. “Sapevo bene dove mettevo i piedi e sono sicuro che in altre circostanze sarebbe andata meglio”, ha concluso. I risultati attuali gli danno ragione: con due gol e un assist nelle sue prime otto presenze con il Lione, ha già superato il suo bottino dell’intera stagione passata in maglia bianconera, dimostrando di aver ritrovato la sua dimensione.

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