La Procura Federale della FIGC ha chiesto l’archiviazione del fascicolo d’inchiesta sul mondo arbitrale che ha coinvolto l’ex designatore Gianluca Rocchi e la società Inter. La richiesta è arrivata al termine dei 60 giorni previsti per le indagini supplementari, seguendo la stessa linea già tracciata dalla Procura di Milano, che aveva in precedenza avanzato una richiesta analoga.
Gli accertamenti del procuratore federale Giuseppe Chiné e del suo team si sono concentrati sulla verifica di eventuali illeciti sportivi. Le indagini hanno analizzato in modo approfondito le intercettazioni telefoniche provenienti dall’inchiesta penale e sono state supportate dalle testimonianze dirette di numerosi membri della classe arbitrale, convocati per fornire chiarimenti.
L’obiettivo primario era scoprire l’esistenza di pressioni, condizionamenti o interferenze nei confronti dei direttori di gara. Tuttavia, dagli approfondimenti compiuti non è emerso alcun elemento concreto che possa sostenere l’ipotesi di un illecito sportivo. La Procura Federale ha così confermato pienamente le conclusioni della magistratura ordinaria milanese, secondo cui non esistevano prove per affermare la costruzione di un sistema volto a influenzare gli arbitri.
Per quanto riguarda il fronte sportivo, le analisi degli atti non hanno individuato prove di ingerenze da parte del club nerazzurro verso i fischietti. Le conversazioni dell’ex team manager Andrea Butti, pur essendo state considerate inopportune dal procuratore Chiné, non hanno fornito elementi sufficienti a dimostrare un effettivo tentativo di condizionamento.
Inoltre, è stato accertato che non sono mai esistite intercettazioni telefoniche o ambientali tra dirigenti dell’Inter e arbitri o designatori. Questo capitolo legato alla giustizia sportiva si avvia quindi alla sua conclusione, con una chiara indicazione di assenza di elementi di prova a carico delle parti coinvolte.
Rimane invece aperto un fascicolo differente, quello dedicato alle cosiddette ‘bussate’ al VAR, sul quale sono ancora in corso gli approfondimenti del caso. È fondamentale sottolineare che si tratta di un procedimento completamente distinto da quello che sta per essere archiviato.
In questo secondo filone risultano indagati per l’ipotesi di frode sportiva l’ex supervisore arbitrale Andrea Gervasoni, i varisti Luigi Nasca e Marco Di Vuolo, oltre allo stesso Gianluca Rocchi. Mentre l’indagine sulle presunte interferenze viaggia verso la chiusura definitiva, quella sul VAR prosegue il suo corso in modo autonomo.




