Impegnato con la nazionale spagnola, il giovane talento del Barcellona Lamine Yamal ha concesso una lunga intervista a L’Equipe, durante la quale ha toccato numerosi temi, spaziando dai ricordi europei alle sue smisurate ambizioni per il futuro. Le sue parole delineano il profilo di un campione con le idee molto chiare, nonostante la giovane età.
Uno dei passaggi più significativi ha riguardato la sfida di Champions League di due stagioni fa contro l’Inter, un ricordo ancora vivo. “Se rigiocassimo quella partita adesso, sono convinto che non pareggeremmo, in nessun caso”, ha dichiarato con sicurezza.
Il giocatore ha attribuito quel risultato all’inesperienza del gruppo. “Siamo una squadra giovane: ci sono decisioni che si prendono in un secondo e che a 20 anni affronti in modo diverso rispetto a quando ne hai 30. Vale per me e per tutti i miei compagni”. Ha poi aggiunto che proprio questi dettagli, uniti a un pizzico di fortuna, sono gli elementi su cui la squadra sta lavorando per migliorare. “Speriamo che questo sia davvero il nostro anno”, ha concluso sul tema.
L’attaccante blaugrana ha poi condiviso la sua visione sul Pallone d’Oro, definendolo come un premio che va oltre le semplici statistiche. “È il trofeo che premia il giocatore eccezionale e unico, quello che è un piacere da guardare, al punto che si guarda una partita solo per lui. Credo che sia questo a rendere un giocatore diverso, non ha nulla a che fare con il numero di goal segnati”.
Parlando di sé come potenziale candidato, ha sottolineato l’importanza del suo stile di gioco. “Fortunatamente, ho già vinto alcuni titoli con il Barça e l’obiettivo è vincere i trofei più importanti, come la Coppa del Mondo con la mia nazionale. Ma al di là di questo, credo che il mio stile di gioco sia il mio punto di forza, ciò che mi distingue dagli altri e penso che tutto questo mi renda un buon candidato”.
Infine, lo sguardo si è proiettato verso gli obiettivi futuri, che testimoniano una fame di successi quasi senza limiti. “Ci si può sempre superare. Ho vinto tre titoli della Liga e, nella mia mente, voglio vincerne almeno sette o otto. Spero di vincerne molti di più”.
La sua sete di vittorie non si ferma al campionato nazionale. “Non ho ancora vinto la Champions League e voglio vincerla. E se ne vinco una, voglio vincerne tre di fila. Se non vinco il Pallone d’Oro, devo vincerlo l’anno successivo. E se lo vinco, voglio vincerne altri cinque”. Dichiarazioni che non lasciano spazio a interpretazioni e che confermano la mentalità di un predestinato.










