Christian Pulisic ha deciso di non rispondere alla convocazione della nazionale statunitense per concentrarsi sul recupero della piena forma fisica a Milanello. La scelta, condivisa con il club e la federazione americana, punta a lasciarsi alle spalle un periodo complesso e a tornare al massimo della condizione.
L’attaccante ha vissuto mesi difficili a causa di un infortunio subito il 7 luglio durante i Mondiali, che gli ha impedito di partecipare alla preparazione estiva con i compagni. Tornato a disposizione dello staff tecnico solo a ridosso dell’inizio del campionato, Pulisic ha dovuto attendere il 12 settembre per il suo esordio stagionale.
Il suo rientro in campo contro la Lazio è stato positivo, con un assist fornito nel secondo tempo. La settimana seguente, nella partita contro il Lecce, ha interrotto il digiuno dal gol segnando la sua prima rete del 2026 in rossonero, un segnale incoraggiante per il suo pieno recupero.
Parallelamente al lavoro sul campo, la dirigenza del Milan sta pianificando il suo futuro. Sul tavolo c’è la questione del rinnovo del contratto, attualmente in scadenza il 30 giugno 2027, sebbene la società disponga di un’opzione per estenderlo di un’altra stagione.
La volontà della proprietà, espressa dal numero uno di RedBird Gerry Cardinale, è chiara: blindare l’americano con un accordo a lunghissimo termine. L’idea è di proporre un prolungamento fino al 2031, trasformandolo in una bandiera del club e nel volto del brand Milan negli Stati Uniti.
Le trattative erano già state avviate nel 2025, quando si era arrivati vicini a una stretta di mano sulla base di un’offerta da circa 5 milioni di euro netti all’anno. In seguito, però, le discussioni si erano interrotte. Ora le condizioni potrebbero essere cambiate e le pretese del giocatore, con la scadenza che si avvicina, potrebbero essere superiori.
Molto dipenderà dal suo rendimento nelle prossime partite. Un Pulisic tornato ai suoi migliori livelli avrebbe argomenti solidi per negoziare da una posizione di forza. La strategia del club è comunque quella di trattenere i propri big, come dimostrano le trattative in corso anche per i rinnovi di Pavlovic e Rabiot.







