Toni Nadal, figura chiave nella carriera di Rafael Nadal, ha offerto la sua visione sul recupero di Jannik Sinner, costretto a terminare in anticipo la stagione a causa di un infortunio. L’ex allenatore spagnolo ha indicato la pazienza come fattore determinante per un rientro di successo, attingendo alla vasta esperienza accumulata con il nipote.
“Per l’esperienza che ho, bisogna prendere le cose con tranquillità. È ancora molto giovane, ha molti anni di carriera davanti e deve tornare soltanto quando sarà completamente recuperato”, ha affermato Nadal. Secondo il tecnico, la sfida più grande durante uno stop forzato è gestire “l’incertezza, perché non sai se tornerai completamente a posto”.
Il rischio di affrettare i tempi, secondo Nadal, è limitato per atleti di vertice. “Non credo che Sinner lo farà. Tutti i giocatori di alto livello sanno che bisogna essere completamente recuperati”. La testa gioca un ruolo cruciale: “Se quando giochi continui a pensare al ginocchio, diventa più difficile. Ma Sinner è un giocatore cerebrale, un ragazzo tranquillo. Non credo avrà problemi”.
L’allenatore ha citato un esempio emblematico dalla carriera di Rafa Nadal per infondere fiducia. “Il problema al ginocchio che Rafael ebbe nel 2012. Saltò il Masters e gli Australian Open. Eppure nel 2013 finì l’anno da numero uno del mondo”. Ha ricordato come, superata una fase iniziale di negatività, il nipote tornò a dominare il circuito, dimostrando che con la giusta mentalità si può superare ogni ostacolo.
Durante la convalescenza, un’altra difficoltà è “vedere quello che fanno gli altri”, osservando i rivali in campo. Tuttavia, ha aggiunto che la fine della stagione agonistica offrirà a Sinner la serenità necessaria per concentrarsi solo sull’allenamento e guardare avanti.
Nadal ha poi allargato la sua analisi a una critica del tennis moderno, da lui ritenuto eccessivamente logorante. “Non è possibile che i migliori giocatori si infortunino semplicemente giocando. I campi duri e la velocità della palla fanno sì che ci si faccia male di più”. Ha spiegato che lo stile di Sinner, con le gambe molto flesse, lo espone a “un impatto continuo che alla fine ti logora”.
La sua proposta per salvaguardare la salute degli atleti è di rallentare il gioco, magari “usando racchette più piccole che impediscano di colpire così forte”. Ha concluso con una nota di ottimismo, paragonando il potenziale rientro di Sinner a quello di Alcaraz: “È troppo forte per non tornare sulla stessa strada sulla quale si trovava prima”.





