Un durissimo attacco frontale è stato sferrato dall’opinionista Lele Adani nei confronti dell’allenatore del Napoli, Massimiliano Allegri. L’episodio si è consumato durante una recente puntata della “Domenica Sportiva”, dove l’ex calciatore ha usato parole di fuoco per criticare non solo i risultati deludenti della squadra, ma anche l’atteggiamento del tecnico.
Il primo affondo ha riguardato direttamente il rendimento in campo. Adani ha evidenziato con crudezza il divario con il passato, sottolineando come l’attuale Napoli abbia “la metà dei punti di Gattuso” a parità di giornate. Un dato che, secondo l’opinionista, relega la squadra in un’anonima posizione di metà classifica, con un distacco di sette punti dalla zona Champions League, obiettivo minimo per il club. Ha poi aggiunto un paragone provocatorio: “Se questa stagione l’avessero fatta Amorim o Spalletti li avrebbero già cacciati a pedate”, insinuando che l’allenatore livornese goda di una protezione mediatica particolare da parte di “giornalisti amici”.
La critica si è poi spostata sul comportamento di Allegri, in particolare sullo sfogo seguito all’espulsione rimediata nel finale della partita contro la Roma. Ad aver scatenato l’ira di Adani sono state soprattutto le frasi che il tecnico avrebbe pronunciato nel tunnel degli spogliatoi dello stadio Maradona. La presunta affermazione, “L’anno scorso alla Roma gliel’hanno messa in tasca la Champions”, è stata il punto di non ritorno.
“Se l’ha detta davvero, deve chiedere scusa”, ha tuonato Adani, definendo un simile commento “patetico” e “irrispettoso per la Roma, per Gasperini, per i tifosi e per il calcio”. Ha proseguito descrivendo la tendenza del tecnico a un sarcasmo fuori luogo, che in questo contesto diventa un’aggravante. “Io fossi in lui penserei al Napoli, con un po’ più di rispetto per Napoli e per i napoletani”, ha chiosato, richiamando l’allenatore alle sue responsabilità.
Infine, l’ex difensore ha pronunciato una sentenza netta sulla filosofia di gioco del tecnico. “Il calcio di Allegri è finito. Diciamolo”, ha dichiarato con fermezza. Ha chiesto di porre fine alle “pagliacciate in conferenza” e alle “baggianate”, citando come esempi la sceneggiata della giacca tolta a bordo campo e le risse cercate quando le partite si mettono male. Secondo l’opinionista, si tratta di un “copione sempre uguale” che non ha più alcuna efficacia.
In chiusura, rivolgendosi direttamente al pubblico con lo sguardo fisso in camera, Adani ha lanciato un messaggio a difesa della squadra. “Non credete a chi vi dice che il Napoli non è forte”, ha esclamato, “perché è una bugia!”. Un modo per separare le responsabilità del tecnico da quelle dei giocatori, che a suo dire possiedono qualità non valorizzate.





