L’allenatore del Milan, Rúben Amorim, ha sorpreso tutti nella partita contro l’Udinese schierando Davide Bartesaghi in una posizione molto avanzata. Il giocatore ha risposto con una prestazione di grande spessore, sfiorando anche il gol. L’occasione più nitida è sfumata a causa di un’incomprensione con Christian Pulisic, avventatosi sullo stesso cross di Tomori.
Nel dopogara, Bartesaghi ha ricostruito l’episodio con serenità, spiegando di aver chiamato la palla senza essere sentito dal compagno, con cui si è chiarito subito negli spogliatoi. L’episodio del gol mancato non ha comunque intaccato il valore di una prova che ha convinto pienamente, nata da una scelta tattica inaspettata. Al momento della lettura delle formazioni ufficiali, la presenza del giovane terzino in un undici così sperimentale aveva generato perplessità tra gli addetti ai lavori.
Amorim ha dimostrato ancora una volta la sua propensione a sperimentare, anche se le sue innovazioni tattiche nascono sempre da un’analisi approfondita della squadra e degli avversari. Lo stesso tecnico ha ammesso che, senza i numerosi infortuni che hanno colpito la rosa, difficilmente avrebbe proposto una formazione simile a Udine. Per un giocatore come Bartesaghi, tuttavia, le emergenze possono trasformarsi in preziose opportunità per mettersi in mostra.
Schierato come esterno alto, a tratti quasi da attaccante aggiunto, Bartesaghi ha messo in seria difficoltà la fase difensiva della squadra friulana. Ha spinto con continuità sulla fascia, ha creato occasioni con i suoi cross, ha concluso verso la porta e ha costretto il suo diretto avversario, Vojvoda, a una partita prettamente difensiva. Non è certo che l’allenatore riproponga questa soluzione contro il Bologna, ma ora sa di poter contare su un’arma tattica in più.
L’intuizione di Amorim si basa su una valutazione precisa delle caratteristiche del giocatore. Bartesaghi possiede una buona corsa e un cross efficace, ma non ha nell’esplosività e nella copertura dell’intera fascia i suoi punti di forza principali. Giocando in una posizione più avanzata, con un terzino a coprirgli le spalle, le sue qualità offensive sono state esaltate. Con una porzione di campo inferiore da percorrere, il suo contributo è diventato più incisivo.
A fine partita, Amorim ha commentato la prestazione con la sua consueta schiettezza: “Davide è meglio offensivamente che difensivamente. In fase di non possesso deve migliorare”. Un’analisi che il tecnico ha condiviso prima con il giocatore stesso, in linea con la sua abitudine di comunicare in modo diretto con la squadra. Su queste basi, per Bartesaghi potrebbe aprirsi una nuova fase della sua carriera, dopo un inizio di stagione in cui ha faticato a trovare spazio.
La competizione sulla corsia sinistra resta elevata, con la presenza di giocatori come Pavlovic e Diawara, anch’egli autore di una buona prova a Udine. Tuttavia, l’esperimento ha fornito ad Amorim un’alternativa valida da poter sfruttare. Quando l’infermeria si svuoterà, sarà più difficile rivedere Bartesaghi titolare in quel ruolo, ma il tecnico portoghese ha dimostrato di non voler dare punti di riferimento agli avversari. Intanto, il giocatore si gode il momento: “In questo ruolo mi sono trovato davvero a mio agio”, ha dichiarato con un sorriso.







