Scacco ai Cutolo, undici arrestati. C’è anche la moglie di ‘Borotalco’

Antonio Calone tra i destinatari della misura cautelare in carcere

NAPOLI – Nuova importante spallata alla mala flegrea che ha colpito il gruppo che insiste nella zona della cosiddetta ‘44’. I carabinieri del comando provinciale di Napoli, in esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, hanno proceduto all’arresto di 11 persone (9 in carcere e due agli arresti domiciliari). Uno invece è il destinatario di un provvedimento di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I soggetti, a vario titolo, sono ritenuti gravemente indiziati dei delitti di associazione di tipo mafioso, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, di detenzione e vendita di sostanze stupefacenti, di tentato omicidio e di porto abusivo di armi. Tutti delitti commessi al fine di agevolare il clan che fa capo alla famiglia Cutolo del rione Traiano. Il provvedimento cautelare è stato emesso dopo una complessa attività di indagine dei carabinieri del Nucleo Investigativo e della compagnia di Bagnoli, che si inquadra in una più ampia strategia di contrasto ai gruppi camorristici operanti nell’area Flegrea, sotto l’influenza dello storico cartello della criminalità organizzata denominato Alleanza di Secondigliano.

I dati probatori a sostegno dell’emissione dell’ordinanza cautelare hanno permesso di ricostruire l’esistenza e l’operatività del gruppo camorristico capeggiato da Gennaro Carra (oggi collaboratore di giustizia), Vincenzo Cutolo (figlio di Salvatore e di Giuseppina Ostinato) e di Francesco Pietroluongo nell’area del Rione Traiano, facendo luce sulle dinamiche e sulle finalità associative legate al traffico di stupefacenti ed alle estorsioni, nonché sulle modalità di gestione della “cassa comune”, funzionale anche al mantenimento degli affiliati detenuti e dei loro familiari.

In particolare, è stato ricostruito un consolidato sistema di approvvigionamento e smistamento di sostanze stupefacente che, attraverso la gestione delle piazze di spaccio del pione Traiano, permetteva di commercializzare al dettaglio ingenti quantitativi di droga (cocaina, marijuana hashish). Il provvedimento prende anche in esame gli elementi di prova raccolti che ipotizzano la responsabilità del gruppo Cutolo per il tentativo di uccidere Francesco Minichini, in quanto appartenente ai rivali del clan che fa capo a Giuseppe Marfella. Un raid che viene inquadrato nell’ambito della storica contrapposizione armata tra le due organizzazioni camorristiche per il controllo delle attività illecite nel rione Traiano. Tra gli indagati tratti in arresto, Giuseppe Mazzaccaro, elemento di vertice del gruppo camorristico facente capo alla famiglia Sorianiello, quale fornitore di sostanza stupefacente attivo nel rione Traiano, Giuseppina Ostinato, coniuge di Salvatore Cutolo, capo storico del gruppo Cutolo, e Antonio Calone (detto “Tonino di Posillipo”), affiliato con ruolo apicale al gruppo riferibile alla famiglia Cutolo, pur conservando il controllo criminale del quartiere di Posillipo. In manette sono finiti Ciro Pauciullo, 35 anni, Vittorio Botta, 29 anni, Andrea Mennone, 42 anni, Vincenzo Pauciullo, fratello di Ciro, 30 anni, Paolo Perrella, 54 anni, il ras di Posillipo Antonio Calone, 48 anni, tutti arrestati da liberi. Destinatari della misura in carcere eseguita dai carabinieri, ma già in carcere, Fabio Annunziata, 35 anni, già detenuto presso casa circondariale di Poggioreale, Giovanni Perrella, 30 anni, detenuto a Frosinone, Giuseppe Mazzaccaro di 41 anni, già detenuto nel carcere di Lanciano, in provincia di Chieti, ritenuto per un periodo il reggente dell’organizzazione criminale dei Sorianiello. Due sono stati i destinatari delle misure cautelari ai domiciliari, Giuseppina Ostinato, detta ‘Geppina’, 55 anni, moglie del boss Salvatore Cutolo detto ‘Borotalco’ e Stefano Scevola, 47 anni. Unico destinatario della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria è Patrizio Allard, 55 anni, già detenuto nel carcere di Lanciano, in provincia di Chieti.

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