Acciuffato il ras Capuano. Era ricercato da maggio: deve scontare dodici anni

La Dda: il 49enne era un capozona dei Mazzarella

Gennaro Capuano
Gennaro Capuano

NAPOLI – Rintracciato dopo quasi cinque mesi di latitanza. Gennaro Capuano, 49enne di Forcella, è stato rintracciato a Grumo Nevano. Era latitante dallo scorso mese di maggio.

Capuano è stato arrestato dai carabinieri del Comando provinciale di Napoli. Una volta rintracciato i militari dell’Arma gli hanno notificato un ordine per la carcerazione emesso dalla Corte di Appello di Napoli. Capuano è stato individuato e bloccato in via Falcone a Grumo Nevano.

Una volta bloccato è stato condotto in caserma e, dopo le formalità di rito, accompagnato nel carcere di Poggioreale perché deve scontare una condanna a 12 anni di reclusione per il reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

Capuano è un personaggio noto alle forze dell’ordine e, in particolare, alla Direzione Distrettuale Antimafia. Infatti venne coinvolto, nel 2007, nel maxiblitz denominato ‘Piazza Pulita’ contro la ‘mala’ del centro storico. Per l’Antimafia Capuano aveva un ruolo di primo piano nell’attività di spaccio di droga, infatti era ritenuto un capozona per conto del clan Mazzarella.
Il maxiblitz nel ‘ventre molle’ scattò il 26 febbraio del 2007, con polizia e carabinieri che ammanettarono decine di persone legate ai Mazzarella e ai Giuliano. In particolare l’operazione ‘Piazza Pulita’ vide polizia e carabinieri perquisire un migliaio di abitazioni nel centro storico di Napoli arrestando 202 personaggi ritenuti legati ai clan di riferimento dell’epoca, i quali avrebbero gestito
lo spaccio di droga tra i vicoli del ‘ventre molle’ della città.

Nello scorso mese di maggio è stata scritta la parola fine anche sotto l’aspetto giudiziario. Infatti la Cassazione si è pronunciata su una serie di ricorsi presentati dai presunti componenti della ‘mala’ di Forcella, 21 condanne divennero definitive, ci furono quattro rinvii alla Corte d’Appello e tre sentenze annullate. E’ quanto ha stabilito la Cassazione nei confronti di 28 persone condannate, nell’ottobre del 2019, nell’ambito del maxiprocesso dell’inchiesta

‘Piazza Pulita’. Sentenza confermata e condanne definitive che vanno dai 7 ai 28 anni per Pasquale Quagliariello, Guglielmo Giuliano (classe 1976), Erminia ‘Celeste’ Giuliano, Ciro De Tommaso, Giuseppe De Tommaso (questi ultimi due familiari del pentito Gennaro De Tommaso conosciuto come Genny ’a carogna, ex capoultrà del Calcio Napoli), Vincenzo Bottone, Antonio Sibillo, Enrico Ferraiuolo, Renato Ferraiuolo, Maurizio Overa, Antonio Vicorito, Salvatore Marino, Luigi Prisco, Annunziata Falanga, Ciro Monacella, Giovanni Raia, Giovanni D’Alpino, Salvatore Brancaccio, Ciro Filangieri, Angelo Minichino e Vincenzo D’Avino, i cui ricorsi vennero rigettati o dichiarati inammissibili. Sentenza annullata per Pasquale Giordano: aveva rimediato 7 anni ma la difesa è riuscita a fare emergere il quadro accusatorio lacunoso venuto fuori dalle dichiarazioni di ben sei collaboratori di giustizia. Gli era contestato di aver gestito per oltre un decennio una fiorente ‘piazza di spaccio’ nei vicoli, legata al clan Giuliano. Annullamento totale anche per Vincenzo Marino (aveva preso 5 anni) e per Carolina Santoro, con la Suprema Corte che ha accolto in pieno il ricorso del suo legale di fiducia. Alla donna erano stati inflitti ben 16 anni di reclusione. Annullamento con rinvio in Corte d’Appello, invece, per Rosario Postiglione, Bruno Schinardi, Ciro Schinardi e Pasquale Schinardi.

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