NAPOLI – Affari d’oro con la vendita della cocaina per i clan a nord di Napoli. Nei quartieri di Scampia e Secondigliano, l’ombra delle cosche più potenti continua a tessere una tela invisibile ma potentissima, capace di muovere un giro d’affari milionario basato sul narcotraffico, che alimenta il ‘sistema’ fino alla provincia. Al centro di questo impero economico c’è un vero e proprio ‘cartello’ criminale, un’alleanza strategica tra due dei clan più influenti: la Vanella Grassi e gli Amato-Pagano. Questa joint venture del crimine organizzato è riuscita a monopolizzare la vendita di cocaina, trasformando le periferie nel fulcro nevralgico dello spaccio cittadino ed evitando, al contempo, quelle sanguinose faide interne che in passato hanno decimato le organizzazioni.
Il segreto della stabilità e del successo economico di questo cartello risiede in una cinica ma efficace logica aziendale. I due maxi clan, infatti, si riforniscono dagli stessi canali di approvvigionamento. Una sorta di monopolio. Questa scelta non è casuale: serve a scongiurare pericolose sovrapposizioni territoriali e conflitti d’interesse sui prezzi, garantendo un flusso costante di stupefacenti a costi competitivi. Oggi la cocaina è diventata un unico prodotto per tutti. In questo modo, l’asse Scampia-Secondigliano si è imposto come il principale fornitore di droga dell’intera area metropolitana, estendendo la propria influenza ben oltre i confini dei quartieri d’origine.
L’egemonia del cartello è tale da costringere persino i clan storici del centro città e della periferia orientale a fare affari con loro. La droga della Vanella Grassi e degli Amato-Pagano viene infatti regolarmente rivenduta a gruppi criminali di enorme spessore, come le paranze che ruotano intorno ai potenti Mazzarella del centro storico, e ai clan attivi nei quartieri di San Giovanni a Teduccio e Ponticelli.
Le indagini e i monitoraggi costanti degli investigatori hanno acceso i riflettori sulle tre piazze di spaccio più grandi e redditizie, veri e propri supermercati della droga a cielo aperto, protetti da vedette e sistemi di sorveglianza: al rione dei Puffi (Lotto P) c’è la storica roccaforte sotto il rigido controllo della Vanella Grassi; ai 7 Palazzi un’area strategica gestita direttamente dalla fazione Raia-Cifariello, legata agli Amato-Pagano; al Lotto G c’è un altro feudo indiscusso e blindatissimo del clan Amato-Pagano. I veri affari della droga si fanno in questi tre rioni, spiegano gli investigatori. E le cosche sono pronte a difenderli fino all’ultimo respiro, perché il denaro per rimpinguare le casse arriva da lì.
Non è tutto. C’è il fattore fidelizzazione. Uno degli aspetti più sorprendenti emersi dalle indagini è la presenza di ‘clienti abituali e fidelizzati’. I consumatori non cambiano piazza di spaccio facilmente; anche perché si fidano della qualità, della costanza dell’offerta e dei prezzi imposti dal cartello, comportandosi come acquirenti di un brand commerciale. Un business perfetto, che continua a rigenerarsi e a fatturare cifre astronomiche ai maxi cartelli dell’area nord.








