VILLA LITERNO – Dalla tragedia al presunto regolamento di conti. L’omicidio di Giuseppe Turco, il 17enne ucciso il 30 giugno 2023 davanti al bar Morza di Casal di Principe, continua a produrre strascichi giudiziari. Stavolta al centro del processo non c’è il delitto, ma l’aggressione subita da Raffaele Di Puorto, 21enne di Casale, indicato dagli inquirenti come coinvolto nella zuffa sfociata nella morte del giovane liternese. Per quel pestaggio andranno a giudizio Raffaele Turco, padre della vittima, e altri due giovani. Per altri due imputati, invece, il giudice ha disposto la messa alla prova, tenendo conto anche della loro giovane età. Le accuse, a vario titolo, sono di lesioni, minacce e violenza privata. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Vincenzina Vatiero, Fabio Ucciero, Vittorio Caterino e Tammaro Diana.
Secondo la Procura di Napoli Nord, l’aggressione sarebbe maturata proprio nel clima di tensione seguito all’omicidio di Giuseppe Turco. Di Puorto sarebbe stato preso di mira perché ritenuto partecipe della lite poi degenerata nel sangue. Nell’agosto successivo al delitto, il giovane sarebbe stato attirato con un pretesto in una zona isolata di Villa Literno. Una volta arrivato, sempre secondo l’accusa, sarebbe stato accerchiato da più persone e picchiato. La Procura attribuisce a Raffaele Turco un ruolo diretto nell’episodio: avrebbe afferrato Di Puorto per i capelli, trascinandolo dietro alcune canne di bambù e minacciandolo di morte. Altri presenti lo avrebbero colpito con calci e schiaffi. Prima di allontanarsi, al giovane sarebbe stato anche intimato di non raccontare nulla ai carabinieri. Dopo il pestaggio, Di Puorto si recò al pronto soccorso della clinica Pineta Grande e poi presentò denuncia, facendo partire l’indagine.
Sullo sfondo resta il procedimento principale per l’omicidio di Giuseppe Turco. Per quel delitto Anass Saanud, 23enne originario di Tripoli, è già stato condannato in primo grado a 17 anni di reclusione. Secondo la ricostruzione dell’accusa, la lite esplose davanti al bar Morza per vecchi contrasti legati anche a questioni sentimentali. Turco fu raggiunto da otto fendenti al fianco destro e morì poco dopo alla clinica Pineta Grande. Di Puorto, assistito dall’avvocato Costantino Puocci, è stato invece rinviato a giudizio per concorso nell’omicidio. Per la Procura avrebbe avuto un ruolo nella zuffa che precedette le coltellate mortali. Il processo si terrà a fine settembre davanti alla seconda sezione della Corte d’Assise di Napoli, dopo lo spostamento dalla prima sezione. Tutti gli imputati restano innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.












