Aeronautica, mazzette e favori ai militari: 39 indagati

Aeronautica, mazzette e favori ai militari: 39 indagati

CASERTA Dispensare mazzette e garantire ristrutturazioni gratis ad ufficiali e luogotenenti dell’Aeronautica: è così che una schiera di imprenditori sarebbe riuscita ad aggiudicarsi decine di appalti riguardanti l’esecuzione di lavori nelle basi militari dislocate tra Lazio e Campania. L’indagine che ha svelato questo presunto sistema di corruttela ieri mattina è sfociata nell’esecuzione di 24 misure cautelari: 14 sono finiti ai domiciliari, per 10, invece, è stato disposto l’obbligo di dimora. Nell’inchiesta sono coinvolte anche altre 15 persone a piede libero. Dodici sono ufficiali, 4 hanno il grado di luogotenente e uno di aviere, 19 sono amministratori e referenti di 21 società e 3 sono liberi professionisti. Nel collegio difensivo gli avvocati Edoardo Boursier Nitta, Domenico Della Gatta, Giovanni Sabatelli, Piero Vinci, Sabrina Lucantonio e Francesco Smarrazzo. I reati sarebbero stati commessi a Roma, Ciampino, Pratica di Mare, Vigna di Valle, Furbara, Montecastrilli, Borgo Piave, Grazzanise e Somma Vesuviana tra il mese di maggio del 2017 ed gennaio del 2021.

Agli indagati (complessivamente 39) vengono contestate, a vario titolo, le ipotesi di turbata libertà degli incanti, frodi nelle pubbliche forniture, corruzione per l’esercizio della funzione e falsità ideologica.

Alfonso Iazzetta (indagato)

Ad innescare l’ordinanza cautelare, firmata dal giudice Gisberto Muscolo, è stata l’attività investigativa, realizzata dai carabinieri, tesa a verificare le condotte di due militari, entrambi effettivi all’epoca dei fatti nel 2° Reparto Genio dell’Aeronautica di Ciampino e proprietari di una società attiva nel campo immobiliare. I due, stando a quanto ricostruito dalla Procura di Velletri, con incarichi di responsabilità nella gestione degli appalti per opere infrastrutturali della Forza armata, operavano anche come direttore dei lavori e responsabile di cantiere. Gli accertamenti finanziari svolti nei loro confronti, sostiene l’accusa, hanno portato a stabilire come, tra uno dei due militari e alcuni titolari di ditte edili legate da vincoli contrattuali con l’Aeronautica, erano emersi diversi movimenti di denaro che gli inquirenti hanno ritenuto “meritevoli di approfondimento”.

L’attenzione dei carabinieri è stata catturata da 49 appalti (per un volume d’affari che ammonta complessivamente a circa 3 milioni di euro): analizzandoli, afferma la Procura, sono state documentate varie condotte illecite che avrebbero coinvolto diversi militari e responsabili di ditte privati (e dai due militari inizialmente attenzionati si è arrivati così all’elenco dei 39 indagati).

Le prove raccolte hanno spinto gli inquirenti a tracciare la presenza di “un sistema viziato dall’irregolarità nell’assegnazione di appalti per la realizzazione di opere infrastrutturali di immobili militari”.

I due dell’Aeronautica, titolari della ditta privata, avrebbero ricevuto prestazioni d’opera e materiali per propri fini dalle imprese che agevolavano. E gli altri loro colleghi appartenenti all’Aeronautica avrebbero consentito il tutto, consapevoli del (presunto) meccanismo corruttivo.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. All’esecuzione delle misure cautelari di ieri seguirà nelle prossime ore l’interrogatorio di garanzia degli inquisiti. L’eventuale colpevolezza degli indagati, in ordine alle ipotesi di reato contestate, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti. Fino a quando non ci sarà una sentenza di condanna irrevocabile, le 39 persone finite sotto la lente della Procura di Velletri, sono da considerare innocenti.

Il Ministero: “Piena fiducia nei magistrati”

“Piena fiducia nei confronti della magistratura”:sono le parole con cui il ministero della Difesa ha commentato l’indagine, condotta dai carabinieri di Ciampino e  coordinati dalla Procura di Velletri, che ha fatto scattare, ieri mattina, misure cautelari nei confronti di alcuni militari dell’Aeronautica “per attività legate agli appalti per la realizzazione di opere infrastrutturali”. 

La Forza armata, si legge nella nota diffusa dalla Difesa, è pronta ad offrire collaborazione agli inquirenti “per far luce sulle eventuali responsabilità individuali di appartenenti alle istituzioni, in fatti che contrastano con l’impegno quotidiano dell’Aeronautica militare al servizio del Paese, a difesa della legalità e della sicurezza collettiva”.

L’inchiesta diretta dal procuratore Giancarlo D’Amato avrebbe svelato un giro di tangenti per ‘pilotare’ numerosi appalti dell’Aeronautica militare: si tratta di gare che complessivamente, stando ai calcoli svolti dagli investigatori, hanno un valore di oltre tre milioni di euro.

Al colonnello case ristrutturate gratis in cambio dei cantieri nell’aeroporto di Grazzanise

Diecimila euro: è la cifra che il tenente colonnello Alfonso Iazzetta avrebbe ricevuto da Gianluca Mattozzi, amministratore unico della Romana Strada srl, “come corrispettivo per futuri affidamenti di appalti”. L’ufficiale, in cambio dell’ipotizzata tangente, il 30 maggio 2019 avrebbe predisposto gli atti relativi all’indagine di mercato avente come oggetto l’aggiudicazione della manutenzione ordinaria e del ripristino della climatizzazione e dell’impermeabilizzazione della copertura di un fabbricato situato in una base militare, riuscendo a far assegnare l’intervento, per 14.454 euro, proprio alla Romana Strada. 

Se Iazzetta, dice la Procura di Velletri, è stato in grado di indirizzare l’appalto verso Mattozzi, è perché avrebbe sfruttato il suo ruolo di direttore dei lavori presso l’aeroporto di Grazzanise, con incarico di capo sezione dell’ufficio supporto logistico. 

Non solo denaro: Iazzetta avrebbe favorito un altro imprenditore negli appalti in cambio della promessa che avrebbe eseguito lavori edili, gratis, all’interno di immobili di sua proprietà. La ditta agevolata, ha ricostruito la Procura, sarebbe la Al. Fer. Serramenti di Antonio D’Alterio, che si era aggiudicata la fornitura in opera di porte in alluminio e relativi infissi all’interno dell’aeroporto militare di Grazzanise, per 7.743 euro, e dei lavori di adeguamento infrastrutturale e di ammodernamento degli alloggi nella stessa base per 203.000 euro. 

Iazzetta, sostengono gli inquirenti laziali, tra il 2019 e il 2020, ha pure accettato indebitamente dal costruttore Salvatore Guarino suoi interventi presso la propria abitazione e in cambio gli avrebbe garantito l’appalto per la lavorazione di tramezzature e la realizzazione di fondazioni in cemento armato sempre nell’aeroporto di Grazzanise, per un valore complessivo di oltre 90.000 euro. Stesso sistema di corruttela che il tenente colonnello avrebbe usato con Antonio Capoluongo, amministratore della Vear: avrebbe permesso all’imprenditore di ottenere l’aggiudicazione di lavori, per oltre 100.000 euro, riguardanti la realizzazione di un impianto di climatizzazione nella base militare di Grazzanise, in cambio di interventi di ristrutturazione presso un proprio immobile.

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