Afghanistan, Cei: no ai respingimenti da chi arriva da Paesi in guerra

La situazione in Afghanistan “rimane drammatica e incerta anche se i riflettori sul Paese si sono quasi spenti

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ROMA – La situazione in Afghanistan “rimane drammatica e incerta anche se i riflettori sul Paese si sono quasi spenti”. Lo afferma il comunicato finale della sessione autunnale del Consiglio permanente della Cei. “Lo sforzo messo in campo dalle nostre comunità per l’accoglienza e la protezione internazionale degli afghani arrivati con i numerosi ponti aerei è stato esemplare, così come lodevole è stata la risposta da parte delle diverse forze politiche. La Chiesa in Italia, che si è resa subito disponibile a supportare tale impegno, si augura che la stessa sollecitudine abbracci anche gli afghani che nei prossimi mesi si metteranno in cammino per raggiungere l’Europa attraverso la rotta balcanica e il Mediterraneo. Ogni respingimento infatti negherebbe un diritto fondamentale del popolo afghano che scappa da guerra e violenza. L’auspicio è che il diritto alla protezione internazionale sia tutelato non solo per gli afghani ma anche per gli uomini in fuga da 70 Paesi”.

(LaPresse)

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