Milan, Maignan delude: vacanze extra e dubbi sul ruolo

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Cronache Mercato
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Ha suscitato ampie discussioni la vicenda che ha coinvolto due giocatori francesi, i quali hanno prolungato le proprie vacanze in accordo con il club. La decisione è stata un errore, perché ha trasmesso un messaggio di scarso attaccamento alla maglia e di mancato senso di appartenenza. Questa percezione negativa ha colpito soprattutto il nuovo capitano rossonero, in un’estate già segnata da importanti cambiamenti come l’arrivo di un nuovo allenatore.

Indossare la fascia da capitano comporta oneri e responsabilità, un valore che figure storiche come Franco Baresi hanno incarnato in modo straordinario. Dal portiere francese ci si aspettava una leadership immediata, che però non ha ancora dimostrato. Il contesto attuale, con la squadra reduce da stagioni deludenti, avrebbe richiesto un segnale di coesione e impegno fin dal primo giorno, non una richiesta di ulteriori giorni di riposo.

Anche la dirigenza ha commesso un’imprudenza nell’accettare la richiesta. Il danno prodotto è duplice: pratico, poiché i due giocatori inizieranno la preparazione a una sola settimana dall’esordio in campionato contro il Torino; e di immagine, perché chi dovrebbe dare l’esempio non lo ha fatto. Un comportamento in netto contrasto con quello di altri capitani, come Lautaro Martínez, che ha anticipato il suo rientro dimostrando grande attaccamento alla propria squadra.

Intanto, mentre la società gestisce queste tensioni interne, sul fronte del calciomercato si profila una scelta importante. La cessione di Santiago Giménez appare come una soluzione logica e necessaria. L’attaccante messicano ha avuto diverse opportunità per mettersi in mostra, ma non è riuscito a sfruttarle, faticando a incidere quando è stato chiamato in causa.

Il reparto offensivo non può affrontare una stagione intera affidandosi solo a Gonçalo Ramos, con alternative come il giovane Camarda e un Giménez che, sommati, hanno prodotto un bottino di gol esiguo nella passata stagione. Le riserve devono garantire un contributo realizzativo superiore. Una separazione, dunque, farebbe bene a entrambe le parti: al giocatore, che potrebbe trovare una nuova dimensione altrove, e al club, che avrebbe l’opportunità di reinvestire su un profilo più funzionale al progetto tecnico.

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