Antonelli, leader F1: “Punto al titolo, resto me stesso”

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Cronache sport formula1
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Andrea Kimi Antonelli si è presentato in Canada con una nuova consapevolezza. A un anno di distanza dal suo primo podio in Formula 1, conquistato proprio a Montreal, il pilota bolognese non è più l’esordiente timido, ma il leader del campionato con 20 punti di vantaggio sul compagno di squadra George Russell e tre vittorie in quattro Gran Premi. “Mi sembra di aver vissuto mille vite in un solo anno”, ha ammesso il diciannovenne, riflettendo sulla sua rapida evoluzione.

Nonostante la fama crescente e gli incontri con star come Brad Pitt, Antonelli ha sottolineato l’importanza di rimanere concentrato sulla guida. Il suo inizio di stagione è stato quasi perfetto, ma l’obiettivo resta ancora più grande. “La prima vittoria mi ha tolto pressione, ma la stagione è lunga e ora le aspettative sono alte”, ha dichiarato, alludendo al titolo mondiale senza nominarlo esplicitamente. Per non perdere la concentrazione, si focalizza su una gara alla volta.

La vita fuori dal paddock è cambiata. La gente lo riconosce, ma lui si impegna a restare se stesso, mantenendo il suo carattere aperto e burlone. “Non voglio cambiare, però ho capito che sotto certi punti di vista devo proteggermi un po’”, ha spiegato. Il legame con la famiglia rimane fondamentale: chiama i genitori tutte le sere e ha descritto la vittoria di Miami, ottenuta davanti a loro, come un momento speciale. Anche se vive da solo e sta imparando a gestire la quotidianità, ha ancora bisogno del loro supporto.

All’interno del team Mercedes, Antonelli si sente ora più a suo agio e ascoltato. Dopo un anno di esperienza, ha acquisito la sicurezza per dare i suoi consigli tecnici. Si definisce scherzosamente “il teppista della squadra”, colui che ha portato un po’ di leggerezza e “italianità” in un ambiente inizialmente rigido. “Faccio scherzi a tutti”, ha raccontato, “tranne che a Toto Wolff. Avrei paura della sua vendetta”.

Un rapporto speciale si è creato con il suo ingegnere di pista, Peter “Bono” Bonnington, storico braccio destro di Lewis Hamilton. “È passato dal lavorare con uno dei più grandi a un ragazzino che gli rompe le scatole”, ha detto ridendo. Il legame è così forte che, dopo la prima vittoria, Bonnington lo ha chiamato “figlio mio” via radio, un gesto che ha commosso il pilota.

Fuori dalla pista, Antonelli trae ispirazione da campioni come Jannik Sinner e Valentino Rossi. Del tennista ammira la straordinaria forza mentale, mentre da Rossi ha imparato a “credere in me stesso e a fidarmi delle persone giuste”. Tra i suoi fan c’è anche Vasco Rossi, a cui ha promesso un giro di pista.

La pressione non manca, e Toto Wolff ha espresso la volontà di proteggerlo dalle aspettative eccessive. Antonelli comprende la posizione del suo team principal, ma sente anche l’orgoglio di rappresentare l’Italia. “Portare il tricolore sul gradino più alto del podio è il mio orgoglio, spero di poterlo fare a lungo”. Il pilota ha spiegato come un periodo difficile attraversato nella scorsa stagione lo abbia forgiato, rendendolo più consapevole delle sue forze. Oggi è un pilota maturo, pronto a inseguire il suo sogno più grande con talento e leggerezza.

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