Mario Perri, 33 anni, arbitro della sezione di Roma 1, ha recentemente diretto l’incontro di Serie B tra Pisa e Padova. La sua storia, però, va ben oltre il rettangolo di gioco, svelando un’inconsueta doppia vita professionale: quella di direttore di gara e quella di ingegnere aerospaziale.
In una recente intervista, ha raccontato come queste due anime non solo coesistano, ma si alimentino a vicenda. “Mi sento un arbitro ingegnere aerospaziale, credo che una cosa aiuti l’altra”, ha dichiarato. Ha spiegato che la sua professione principale offre un’ancora di stabilità mentale fondamentale per chi vive le pressioni del mondo arbitrale. Quando una partita non va per il verso giusto, il lavoro in ufficio diventa una valvola di sfogo. “Mi aiuta a spostare il focus e concentrarmi su altro, senza rimuginare troppo su un errore. La ritengo una fortuna”, ha aggiunto.
Questa sinergia è il risultato di un percorso professionale ben preciso. Fino al 2023, la sua carriera ingegneristica si svolgeva in un settore di altissima tecnologia. “Lavoravo per un’azienda aerospaziale che opera nel settore dei lanciatori e della propulsione applicata a sistemi di lancio, missili e satelliti”, ha specificato. Un ruolo che lo portava a viaggiare regolarmente, con trasferte ogni tre o quattro mesi nella Guyana Francese per assistere alle operazioni di lancio.
Finché la sua carriera arbitrale si limitava alla Serie C, riusciva a conciliare i due impegni. Tuttavia, la promozione nelle massime categorie del calcio italiano, Serie A e B, ha imposto ritmi e una dedizione maggiori, rendendo inevitabile una scelta. “Arrivando in A e B, avrei comunque dovuto fare una scelta”, ha ammesso. La sorte, però, gli ha offerto un’opportunità inattesa.
“Sono stato fortunato; mi ero candidato per una posizione a Fiumicino e sono entrato nel team che lavora allo sviluppo delle infrastrutture dell’aeroporto”, ha raccontato. Questo nuovo incarico ha rappresentato la soluzione ideale, permettendogli di proseguire entrambe le carriere. Oggi, il suo lavoro si concentra su un progetto di enorme portata strategica.
Il suo team si sta occupando del Piano di Sviluppo per potenziare in modo sostenibile la capacità dell’aeroporto di Roma Fiumicino nel corso dei prossimi vent’anni. Un progetto ambizioso di cui si sente partecipe con grande orgoglio. Gestire il doppio impegno richiede sacrifici, ma la sua azienda gli garantisce la flessibilità necessaria, consentendogli di lavorare da remoto quando gli impegni arbitrali lo richiedono. “Un doppio sacrificio, ma l’importanza del progetto è uno stimolo enorme”, ha concluso.




