Assemini: a 80 anni si diploma per capire la terra

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Cultura rurale
Cultura rurale

Ad Assemini, comune vicino a Cagliari, un uomo di ottant’anni ha trasformato in realtà il sogno di una vita. La sua storia, però, non è solo un racconto di perseveranza personale, ma anche un ponte tra il mondo rurale di ieri e la necessità di comprensione del presente.

Vincenzo Marras, questo il suo nome, proviene da un’epoca in cui il legame con la terra costituiva il fondamento dell’esistenza. La sua giovinezza è stata scandita dal ritmo delle stagioni e dal lavoro nei campi, un’esperienza che oggi rappresenta una preziosa testimonianza di un’agricoltura più vicina alla natura e di un sapere quasi perduto. Dopo aver frequentato le scuole elementari, ha dovuto abbandonare i libri per aiutare economicamente la famiglia.

La sua aula è diventata la campagna sarda. Invece di imparare la grammatica e la matematica, i suoi giorni trascorrevano trasportando ortaggi e verdure su un carro trainato dai buoi. Un’immagine quasi poetica di un’economia circolare ante litteram, dove il contatto con gli elementi naturali era quotidiano e diretto. Era una vita di fatica, ma anche di profonda conoscenza del territorio.

Nonostante la rinuncia forzata, il desiderio di conoscenza non lo ha mai abbandonato. Per decenni ha coltivato il sogno di tornare a studiare, di poter dare un nome e una struttura teorica a tutto ciò che aveva appreso empiricamente, osservando i cicli delle colture e i cambiamenti del paesaggio nel corso degli anni.

L’occasione è arrivata in età avanzata, anche grazie all’incoraggiamento della moglie, Ines Ruggeri, con cui condivide la vita da oltre cinquantaquattro anni. Vincenzo ha definito questa opportunità ‘su giru francu’, un’espressione sarda che significa ‘giro gratuito’, una seconda possibilità. Una metafora presa in prestito da una partita a carte della sua gioventù, che oggi assume il valore di un riscatto culturale.

Si è così iscritto ai corsi del CPIA 1 Karalis, un centro per l’istruzione degli adulti, e ha affrontato con incredibile determinazione un percorso scolastico che lo ha portato a conseguire la licenza media. Un traguardo che per lui non è un punto d’arrivo, ma un nuovo, entusiasmante inizio.

Le nozioni apprese oggi sui banchi di scuola si fondono con l’esperienza di una vita intera. La sua storia dimostra come l’istruzione formale possa arricchire la saggezza pratica, fornendo gli strumenti per comprendere le complesse trasformazioni ambientali, sociali ed economiche che hanno interessato il mondo rurale negli ultimi ottant’anni.

Vincenzo, infatti, ha già deciso di non fermarsi. Si è iscritto al biennio delle scuole superiori, spinto non dalla ricerca di un titolo, ma da un’autentica sete di sapere. La sua vicenda è un messaggio potente: non è mai troppo tardi per imparare e, soprattutto, per integrare la conoscenza delle proprie radici con gli strumenti del presente, creando un ponte tra la cultura contadina di ieri e la consapevolezza ecologica di domani.

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