L’Atalanta ha affrontato un’emergenza difensiva che metterà alla prova la profondità della rosa di Gian Piero Gasperini. Le assenze contemporanee di Isak Hien e Odilon Kossounou, entrambi fermati da problemi fisici, hanno lasciato un vuoto significativo nel reparto arretrato. Il rientro dei due difensori non è previsto prima della sosta per le nazionali di metà novembre.
Questo significa che il tecnico dovrà affrontare un ciclo di partite molto intenso con risorse limitate. Nelle prossime settimane, la squadra sarà impegnata su due fronti, con sei cruciali incontri di Serie A e tre decisive sfide in Conference League. La situazione è stata ulteriormente complicata da un lieve problema alla caviglia che ha fermato Giorgio Scalvini durante il ritiro con la Nazionale italiana, sebbene le sue condizioni non destino eccessiva preoccupazione per il lungo periodo.
Di fatto, l’unico centrale di ruolo pienamente a disposizione è stato Thomas Kristensen. Il danese, arrivato durante l’ultima sessione di mercato dall’Aarhus GF, sta ancora completando il suo percorso di inserimento nel complesso sistema di gioco nerazzurro. Per lui, la mancata convocazione in nazionale ha rappresentato un’occasione per lavorare a Zingonia e accelerare l’adattamento.
Di fronte a questa carenza di organico, Gasperini ha valutato due soluzioni principali per puntellare la difesa. La prima opzione, basata sull’esperienza, prevede l’accentramento di Sead Kolašinac, un terzino sinistro di grande affidabilità che può adattarsi a giocare in posizione centrale grazie alla sua fisicità e intelligenza tattica. L’altra strada, più coraggiosa e in linea con la filosofia del club, porta direttamente al settore giovanile.
L’opportunità si è così trasformata in una potenziale rampa di lancio per Relja Obric, difensore sloveno di origine serba classe 2006. Arrivato a Bergamo nel mercato invernale del 2023, il suo acquisto dal Partizan Belgrado per una cifra contenuta, circa 135 mila euro, si è rivelato un investimento lungimirante. Il giovane talento ha bruciato le tappe nel vivaio nerazzurro, uno dei più prolifici d’Europa.
La sua crescita è stata costante e rapida. Dopo un primo impatto con la formazione Under 17, Obric è stato promosso nella squadra Primavera, con cui ha collezionato 26 presenze, dimostrando personalità e qualità tecniche. Il passo successivo è stato il salto nel calcio professionistico con la squadra Under 23, militante in Serie C, dove ha continuato il suo percorso di maturazione.
La chiamata in prima squadra non è dunque un caso, ma il frutto di un percorso programmato e del merito dimostrato sul campo. Gian Piero Gasperini ha una lunga storia di successi nel lanciare giovani provenienti dall’Academy, trasformandoli in pilastri della squadra o in preziose plusvalenze, come dimostrano i casi di Scalvini, Bastoni e Carnesecchi. L’allenatore non ha mai avuto timore di affidare responsabilità a giocatori di prospettiva.
Ora Obric, aggregato stabilmente al gruppo dei “grandi”, è pronto a cogliere la sua occasione. Le prossime partite diranno se il suo esordio avverrà in campionato o nel palcoscenico europeo della Conference League. La sua promozione rappresenta la perfetta sintesi della politica societaria: trasformare un problema in una vetrina per valorizzare i propri talenti.




