Bimbo ucciso a Novara, la mamma si difende: “Non sono stata io”

La ragazza, 22 anni, attualmente detenuta in una struttura protettiva perché in stato di gravidanza, si è difesa nell'udienza di convalida del fermo durata oltre un'ora e mezza davanti al giudice sostenendo la sua innocenza

NOVARA – “Non sono stata io ad aver ucciso mio figlio”. Così si è difesa Gaia Russo, la mamma del piccolo Leonardo, di soli 2 anni ucciso di botte in casa. La 22enne   attualmente detenuta in una struttura protettiva perché in stato di gravidanza, si è difesa nell’udienza di convalida del fermo durata oltre un’ora e mezza davanti al Gip Raffaella Zappatini sostenendo la sua innocenza senza tuttavia fare esplicite accuse nei confronti del compagno, Nicolas Musi.

L’accusa indiretta

Ma di fatto ha scaricato su di lui la responsabilità del delitto, dal momento che nell’abitazione col bambino c’erano solo loro due.La coppia è stata fermata dopo la morte del bambino, il cui corpo, stando alle dichiarazioni degli inquirenti che indagano sul caso, è apparso martoriato, con lividi, escoriazioni e segni di schiacciamento, tanta la violenza che è stata usata contro di lui fino a rompergli il fegato.

L’esito dell’autopsia

Secondo l’autopsia, infatti, a provocare la morte di Leonardo è stato un violento colpo all’addome. La conseguente emorragia ha portato al decesso in meno di mezz’ora ed inutile si è rivelata la corsa in ospedale dei sanitari del 118, chiamati dalla mamma, perché il piccolo era già morto quando è arrivato al pronto soccorso. In particolare, letale sarebbe stata una compressione violenta ‘assolutamente incompatibile’ con una caduta, come avevano raccontato inizialmente ai soccorritori Gaia e Nicolas.

La rabbia dei familiari

Tanta è anche la rabbia di comuni cittadini e soprattutto dei familiari. Tra questi, c’è la nonna di Leonardo, che su Facebook ha scritto: “Sei e sarai per sempre un angelo puro e delicato. Nessuno merita il tuo perdono, siamo tutti indegni e dannati”.


Il padre biologico sconvolto

Sotto choc anche il padre biologico del bimbo, Mouez Ajouli, allontanato dal figlio perché poco affidabile dati i suoi precedenti con la legge. “Ero davvero io il cattivo? Non mi reggo più in piedi dal dolore. Ho provato ad andare a casa, in ospedale, a casa della mamma di lei, chiamo e non mi risponde nessuno – aveva dichiarato in un’intervista”.

Le esequie con fiaccolata

Intanto, è tutto pronto al Duomo di Novara, dove domani, martedì 28 maggio, saranno celebrati alle 14 i funerali del piccolo. L’amministrazione comunale ha dichiarato il lutto cittadino e ha organizzato per stasera una fiaccolata in ricordo della giovane vittima, con partenza alle 21 da piazza Cavour fino in piazza Duomo dove ci sarà un momento di raccoglimento.

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