Bombe contro la pizzeria Sorbillo, spunta la pista della ritorsione post Koulibaly

E' lo stesso imprenditore ad ammettere di aver ricevuto minacce: "A questo punto non escludo nulla". Il giallo della foto prima pubblicata e poi eliminata dai social

La foto pubblicata da Sorbillo sui social network e poi eliminata

NAPOLI – Raid notturno all’esterno della pizzeria Sorbillo in via dei Tribunali. Spunta una clamorosa ipotesi dietro lo scoppio della bomba carta che ha devastato l’ingresso e parte del locale di Gino Sorbillo. E’ lo stesso imprenditore a rivelare di non poter escludere ritorsioni da parte del mondo ultrà dopo le critiche mosse da Sorbillo dopo Inter-Napoli.

I ‘post’ dopo Inter-Napoli

Gli incidenti prima della gara, che sono costati la vita a Daniele Belardinelli, e e i cori razzisti all’indirizzo del difensore azzurro Kalidou Koulibaly, indussero l’imprenditore a prendere posizione contro gli spiacevoli episodi del 26 dicembre scorso. All’indomani della gara vinta dai nerazzurri nel finale, Sorbillo pubblicò sui social network una foto che lo ritraeva con la faccia truccata di nero e con il cartello “Siamo tutti Koulibaly”.


Le minacce e la foto eliminate dagli account ufficiali

“Dopo quei messaggi ho ricevuto minacce. A questo punto non escludo nulla, nemmeno che il raid all’esterno della mia pizzeria sia legato a quell’episodio”. Saranno le indagini delle forze dell’ordine a chiarire quale sia stato il motivo per il quale è stato piazzato un ordigno stanotte in via dei Tribunali. Nel frattempo, però, nonostante Sorbillo sia un assiduo frequentatore dei social, ha eliminato dai suoi account ufficiali il ‘post incriminato’.

I nuovi hastag contro la violenza

Il suo profilo, però, si è subito arricchito con un altro messaggio correlato con gli hashtag #PizzaPulita e #PizzaLibera. “Unitevi a noi per combattere la violenza. Sono fiero di essere “figlio” del centro storico di Napoli e sono sempre tanto fiducioso che possa risplendere sempre di più in sicurezza. La mia città non merita questo. Amiamoci un po’ di più”. E’ il contenuto del post pubblicato dall’imprenditore partenopeo dopo il secondo raid nei locali di via Tribunali negli ultimi cinque anni.

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