Brasile: il segreto della longevità è la vita rurale

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Segreto longevità
Segreto longevità

Levita, Zoraide e Zulina sono le tre sorelle più longeve del mondo, con un’età combinata che ha superato i 316 anni, un record certificato dal Guinness dei Primati. La loro esistenza a Rio de Janeiro è diventata un caso di studio per comprendere il legame tra stile di vita, ambiente e una salute eccezionale. Il loro segreto non risiederebbe solo nella genetica, ma in un modello che affonda le radici in un profondo rapporto con la natura.

Nate e cresciute in una famiglia di agricoltori nello stato di Sergipe, le loro giornate d’infanzia sono state scandite dai ritmi delle stagioni. La loro dieta era un esempio di sostenibilità: si nutrivano quasi esclusivamente di alimenti freschi prodotti nella fattoria di famiglia, a chilometro zero. Non possedendo un frigorifero, il consumo era quotidiano e legato a ciò che la terra offriva. Nuotavano e pescavano nei fiumi locali, vivendo un’immersione totale nell’ecosistema circostante.

Questo imprinting ha plasmato le loro abitudini per sempre, anche dopo il trasferimento a Rio de Janeiro. Levita de Deus Nunes (109 anni) ha lavorato come sarta, Zoraide de Deus Mota (104) è diventata infermiera e Zulina de Deus Nunes (103) è stata madre e casalinga. Nonostante i percorsi diversi, non hanno mai abbandonato i tre pilastri della loro formazione: un’alimentazione semplice, una costante attività fisica e legami familiari solidi.

La loro storia ha dimostrato come la resilienza sia connessa a un tessuto sociale forte. Quando Zulina si è ritrovata sola a crescere sei figli, il supporto delle sorelle è stato fondamentale, un esempio di mutuo aiuto che ha contribuito a mantenere l’equilibrio psicofisico.

L’eccezionale longevità delle tre sorelle ha attirato l’attenzione della comunità scientifica. Sono entrate a far parte del “DNA Longevo Project”, uno studio coordinato dalla genetista Mayana Zatz dell’Università di San Paolo. L’obiettivo è identificare varianti genetiche che possano proteggere dall’invecchiamento, dalle malattie cardiovascolari e dal declino cognitivo.

Il loro caso è prezioso perché evidenzia come l’ambiente e le abitudini possano influenzare l’espressione dei geni. I ricercatori ritengono che la combinazione di una predisposizione genetica con un’esistenza in armonia con la natura, basata su cibo non processato e forti legami sociali, sia la vera chiave della loro salute. La presenza di più centenari in famiglia suggerisce una componente ereditaria, che il loro stile di vita ha permesso di esprimere al massimo potenziale.

La testimonianza di Levita, Zoraide e Zulina va quindi oltre il semplice record anagrafico. Rappresenta un potente monito sull’importanza di un rapporto equilibrato con il nostro pianeta, dimostrando come un’esistenza sostenibile non solo giovi all’ambiente, ma possa anche rivelarsi il più grande elisir di lunga vita.

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