Camorra, agguato al boss Piscopo: in manette tre esponenti del clan Terracciano

Il tentato omicidio a Massa di Somma a maggio 2018

Foto Claudio Furlan - LaPresse 22 Ottobre 2020 Milano (Italia) News Primo giorno di coprifuoco a Milano e in Lombardia Nella foto: Controlli dei Carabinieri nella zona di Corso Sempione e Arco della Pace Photo Claudio Furlan - LaPresse 22 October 2020 Milan (Italy) News First day of curfew in Milan and Lombardy In the photo: Carabinieri checks in the area of Corso Sempione and Arco della Pace

MILANO – Tentato omicidio e porto d’armi in pubblico: tre persone sono state arrestate a Napoli con queste accuse. L’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita questa mattina dai carabinieri del comando provinciale di Napoli. L’ordinanza è stata emessa su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, dall’ufficio G.I.P. del Tribunale di Napoli nei confronti di soggetti, riconducibili al gruppo Terracciano e gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio in concorso e porto in luogo pubblico di armi, tutti aggravati dalle finalità mafiose, per aver pianificato ed eseguito il tentato omicidio di Piscopo Umberto, ex reggente del clan rivale Piscopo-Ponticelli – operante nei comuni di Massa di Somma e San Sebastiano al Vesuvio. I fatti risalgono al 3 maggio 2018 quando a Massa di Somma, nei pressi del portone dell’abitazione di Piscopo Umberto, un commando aveva esploso numerosi colpi di pistola calibro 7,65 diretti inequivocabilmente ad uccidere il Piscopo.

L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri Nucleo Investigativo di Torre Annunziata e della Tenenza di Cercola e diretta dalla Procura della Repubblica di Napoli – DDA, è stata sviluppata con intercettazioni telefoniche ed ambientali e suffragata da dichiarazioni rese da persone informate sui fatti, da un collaboratore di giustizia e da uno dei soggetti oggi destinatari di misura cautelare in sede di spontanee dichiarazioni al PM, nonché da riconoscimenti fotografici di esecutori e mandanti.

Il complesso delle attività d’indagine consentiva di: individuare, per ciascuno dei tre indagati, il contributo causale ed effettivo nella realizzazione dell’agguato. Si tratta di Terracciano Antonio, 32enne, soggetto di spicco dell’omonimo gruppo camorristico, è stato individuato quale mandante dell’azione omicidiaria – per averla decretata e pianificata – ed esecutore per avervi partecipato. Scognamiglio Umberto, 50enne pregiudicato, ha partecipato alla fase esecutiva ed organizzativa dell’azione delittuosa, esplodendo materialmente i colpi di pistola nei confronti di Piscopo Umberto.

Borrelli Antonio, 40enne pregiudicato, per aver fornito il proprio concorso nel reato trasportando a bordo della propria autovettura Scognamiglio Umberto sin nei pressi dell’abitazione di Piscopo Umberto e fungendo successivamente da ‘palo’.

La matrice di tentato omicidio appare evidente per le modalità esecutive con cui è stato perpetrato e per il movente, unanimemente indicato da tutti i soggetti dichiaranti nel tentativo del gruppo Terracciano di ottenere il controllo del territorio nei comuni di Massa di Somma e San Sebastiano al Vesuvio, ponendo in essere azioni finalizzate ad incrementare il credito di un clan (Terracciano) a scapito di quello rivale (Piscopo-Ponticelli).

(LaPresse)

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