È stato approvato il piano definitivo per la bonifica del fiume Sarno, da decenni simbolo di degrado ambientale in Campania. L’iniziativa, sostenuta da un cospicuo finanziamento europeo, rappresenta una svolta storica per il risanamento di uno dei corsi d’acqua più inquinati d’Europa.
Il progetto si baserà su un approccio scientifico avanzato, che prevede l’impiego di tecnologie di biorisanamento. Verranno introdotti nell’ecosistema fluviale specifici consorzi di microrganismi, selezionati in laboratorio, in grado di metabolizzare e neutralizzare gli inquinanti organici e inorganici presenti nelle acque e nei sedimenti. Questa tecnica, già testata con successo in altri contesti internazionali, permette di intervenire in modo mirato e a basso impatto ambientale, senza l’utilizzo di ulteriori sostanze chimiche.
L’inquinamento del Sarno ha origini complesse, legate principalmente agli scarichi industriali del distretto conciario e a quelli del settore agroalimentare, oltre che agli scarichi fognari non depurati. Negli anni, la concentrazione di metalli pesanti, idrocarburi e composti azotati ha compromesso gravemente la biodiversità del fiume e ha rappresentato una seria minaccia per la salute pubblica delle popolazioni residenti lungo il suo bacino.
Il piano d’azione si svilupperà in più fasi nell’arco dei prossimi cinque anni. La prima fase consisterà in un monitoraggio capillare per mappare con precisione le fonti di inquinamento attive e la distribuzione dei contaminanti. Successivamente, si procederà con gli interventi di biorisanamento, partendo dai tratti a maggiore criticità. Parallelamente, le autorità locali rafforzeranno i controlli sugli scarichi industriali e completeranno la rete fognaria e depurativa dei comuni rivieraschi.
L’obiettivo finale non è solo quello di riportare i valori chimico-fisici delle acque entro i limiti di legge, ma anche di avviare un processo di riqualificazione ecologica dell’intera area. Si punta a restituire il fiume alla sua funzione naturale, consentendo il ritorno della fauna ittica e creando le condizioni per un futuro sviluppo sostenibile del territorio, che possa includere percorsi ciclopedonali e aree verdi fruibili per i cittadini. Questo intervento sarà un modello di riferimento per altre operazioni di recupero ambientale in Italia.






