Caos in Francia, sabotata la linea elettrica: 90 mila case al buio. Ad oltranza la protesta contro la riforma delle pensioni

La città di Lione paralizzata

. (Photo by LOIC VENANCE / AFP)

LIONE– Tensione in città nel giorno di proteste per i trasporti. Alcuni esponenti del sindacato CGT hanno volontariamente messo fuori uso la rete elettrica di Lione e di tutta la regione della Gironda lasciando senza corrente 90mila case.

Il primo ad indicare la matrice dell’attentato è stato il gestore della compagnia elettrica: ha attribuito la responsabilità dell’azione al movimento contro la riforma delle pensioni. E qualche ora dopo dal gruppo è arrivata anche la rivendicazione dell’attacco.

La Francia sembra ormai paralizzata da due settimane. Il blocco ai trasporti per dimostrare il dissenso dei sindacati in merito alla riforma pensionistica ha gettato la Francia nel caos. Il ministro Jean Paul Delevoy, che ha partorito la riforma sotto l’appoggio di Emmanuel Macron, dopo giorni di polemiche si è dimesso.

Tanti i pendolari che a causa dello sciopero hanno dovuto rinunciare a tornare a casa per le vacanze.

Per il momento non sembra esserci la volontà di avviare un tavolo per le trattative e le dimissioni di Delevoye non hanno fatto altro che spingere il governo a soprassedere all’invito del ppremier Edouard Philippe di cominciare ad imbastire un colloquio coi sindacati.

Le dimissioni del ministro

Per Delovoye ci sono state soltanto “falsità ” contro di lui con l’obiettivo di colpire un progetto importante per la Francia. Il ‘caso’ che gli è costato la poltrona si è materializzato quando nella riforma delle pensioni aveva “dimenticato ” di dichiarare la propria posizione di amministratore a titolo gratuito.

Dopo l’accaduto su Delovoye si sono accesi i riflettori dell’intera Francia facendo scoprire che le ‘dimenticanze’ (gli incarichi dell’ormai ex ministro) erano state ben 13, anche se la maggior parte senza scopo di lucro. L’uomo inoltre ha ricoperto la funzione governativa nonostante avesse già la carica di presidente di un’altra associazione sull’educazione. Delovoye si è subito impegnato a restituire i soldi percepiti per gli impieghi non autorizzati.

Le dimissioni sono state tracciate dall’opposizione come un duro colpo al governo.

Il leader del sindacato riformista CFDT, Laurent Berger si è detto contrario ad uno sciopero ad oltranza durante le feste e perciò pare voglia un apertura di un tavolo di trattative.

Umberto Caiazzo

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