Carige: “Passi avanti sul salvataggio, ma restano nodi”

Foto Claudio Furlan - LaPresse

MILANO – Dopo il via libera alla conversione del bond subordinato da 313 milioni approvato ieri dal Fondo interbancario di tutela depositi, nuovi passi avanti si registrano nel salvataggio di Carige. Oggi si è riunito il Cda di Cassa Centrale Banca (la banca trentina che si candida ad agire da partner industriale, in particolare sulla bancassurance), che doveva valutare le modalità attraverso cui partecipare all’aumento di capitale.

Una riunione fiume durata oltre sette ore, che dovrebbe essere servita a superare una serie di difficoltà. “Su Banca Carige – si legge in una nota diffusa da Fitd – è in corso un positivo e costruttivo confronto per la definizione dei vari profili dell’operazione nei tempi brevi richiesti dall’Autorità di vigilanza”.

Nei piani del salvataggio, Cassa Centrale Banca dovrebbe partecipare all’aumento con poco meno di 70 milioni di euro, salire al 9,9% di Carige e, infine, una volta ottenuta l’autorizzazione della Bce, salire ancora oltre il 10%.

Nel complesso l’operazione di salvataggio prevede un rafforzamento patrimoniale della banca ligure dell’ordine dei 900 milioni di euro di cui circa 700 da realizzare attraverso un aumento di capitale mentre altri 200 milioni dovranno provenire da un bond subordinato Tier 2. Una parte di questi fondi sarà garantita dalla conversione del bond da 313 milioni deliberata dal Fitd.

Per chiudere il cerchio saranno però necessarie le deliberazioni finali da parte di Fitd che potrebbero arrivare già la prossima settimana. In campo ci sono poi anche i soggetti di proprietà pubblica, Medio Credito Centrale (Invitalia) e Credito Sportivo (Mef), che devono sottoscrivere il bond subordinato Tier 2.

L’obbligazione sarebbe stata ideata per permettere di intervenire ai due gruppi che altrimenti non potrebbero investire in equity. Importante sarà anche capire se il Tesoro provvederà a ripulire i 3,3 miliardi di euro di crediti deteriorati di Carige attraverso l’intervento di Sga. Infine bisognerà vedere che faranno i soci, tra cui la famiglia Malacalza, visto che sarà necessario un passaggio assembleare.

Se tutti i tasselli andranno al loro posto si potrebbe procedere a settembre con il rafforzamento patrimoniale della banca, commissariata dallo scorso gennaio. Un appuntamento cui guarda con attenzione la Bce che già in settimana attendeva di avere sul tavolo i vari tasselli del piano di salvataggio di Carige. (LaPresse)

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