CASTEL VOLTURNO – Un soffitto che celava la morte. Non un nascondiglio improvvisato, ma una vera e propria santabarbara domestica, allestita con cura per occultare un piccolo ma letale arsenale da guerra. È la scoperta agghiacciante fatta nel pomeriggio di ieri, mercoledì 13 maggio, dai Carabinieri della Stazione di Varcaturo, che al termine di un’operazione mirata hanno stretto le manette ai polsi di Alfonso Villella, 45enne del posto e volto già noto negli archivi delle forze dell’ordine. L’uomo è ora accusato dei pesantissimi reati di detenzione di armi clandestine e ricettazione.
L’operazione non è nata dal caso. Da tempo, i militari tenevano d’occhio i movimenti di Villella, un’ombra seguita con discrezione fino a quando gli indizi raccolti non hanno composto un quadro sufficientemente grave da giustificare un intervento immediato. Ieri pomeriggio è scattato il blitz. I Carabinieri hanno cinturato e fatto irruzione nell’abitazione del 45enne, a Castel Volturno, procedendo a una perquisizione meticolosa, estesa a ogni anfratto della casa.
L’attenzione dei militari si è concentrata sulla controsoffittatura di una delle stanze. Lì, rimossa una pannellatura, è emersa una scatola in legno, apparentemente anonima. Ma il suo contenuto era tutt’altro che innocuo. All’interno, avvolta con cura, giaceva una pistola semiautomatica Colt calibro 45, un’arma potente e iconica, resa ancora più minacciosa dalla matricola completamente abrasa. Un dettaglio, quest’ultimo, che la qualifica inequivocabilmente come arma “fantasma”, destinata ad attività illecite e impossibile da tracciare.
Ma non era sola. Accanto alla pistola, i Carabinieri hanno rinvenuto un vero e proprio kit per il fuoco: una culatta Colt Government modello Delta Elite Auto completa di canna calibro 10, un altro calibro di notevole potenza. E poi le munizioni, pronte all’uso: tre serbatoi per cartucce calibro 10 e due per il calibro 45. Il conteggio finale del munizionamento ha restituito un quadro allarmante: 43 cartucce a palla blindata calibro 10, 41 dello stesso tipo per il calibro 45 e, a completare la scorta, altre 5 cartucce calibro 38. Un arsenale in piena regola, capace di armare più persone e garantire una notevole potenza di fuoco.
Tutto il materiale è stato immediatamente posto sotto sequestro. Per Alfonso Villella si sono aperte le porte del carcere, dove si trova ora in attesa di giudizio. Ma il lavoro degli investigatori è appena iniziato. La pistola con matricola abrasa e le altre componenti verranno ora affidate agli esperti del Reparto Investigazioni Scientifiche. L’obiettivo è duplice: tentare di ripristinare il numero di serie per risalire alla provenienza dell’arma e, soprattutto, sottoporla ad accertamenti balistici. Si cercherà di capire se quella Colt abbia già sparato, se sia stata l’arma utilizzata in agguati, rapine o fatti di sangue irrisolti che hanno macchiato la cronaca del litorale domitio e non solo. Un’indagine che potrebbe aprire nuovi, inquietanti scenari sulla criminalità locale.










