Comunali, Letta tace sul caso Napoli. Alleanze in frantumi, Manfredi è solo

L’accordo Pd-5 Stelle era a un passo e ora rischia di naufragare, il segretario nazionale non prende alcuna posizione. Il candidato in pectore ha dato tempo fino a lunedì per fare chiarezza, poi si dichiarerà indisponibile a candidarsi

NAPOLI – L’accordo tra Pd e M5s per le comunali di Napoli del prossimo autunno sembrava a un passo. Sembrava, voce del verbo Enrico Letta: nelle ultime ore, il segretario nazionale del partito sembra totalmente disinteressato a quanto accadrà da qui a qualche mese nella capitale del Sud Italia.

Un disinteresse certificato dall’unica volta in cui Letta, ieri, in direzione nazionale del partito, ha citato la città: “Io nel 2016 non c’ero”, ha detto Letta, “ho seguito da fuori, ma quella sconfitta pesante a Roma, Torino, Napoli è stata l’inizio del nostro scollamento di connessione sentimentale del paese, che poi ha portato alla sconfitta rovinosa del 2018. Noi dobbiamo recuperare una connessione sentimentale, che passa proprio da quelle grandi città che perdemmo nel 2016”.

Non c’era, Letta: peccato che ora c’è, ma la differenza non si vede. Ectoplasmatico, sfuggente, già sostanzialmente bollito, il segretario del Pd pensa di poter prendere in giro elettori e militanti con questa supercazzola sulla connessione sentimentale. Evidentemente sfugge, a Letta, che a Napoli e non solo il Pd non ha più nessun tipo di connessione con la vita reale.

Letta, va detto, è in ottima compagnia: neanche Giuseppe Conte, infatti, si sta interessando delle prossime amministrative. Nel caso dell’ex premier, però, il disinteresse è strategico: Conte sa benissimo che i giallorossi si avviano verso una disfatta, e non se la vuole intestare. Mentre i due sedicenti leader dei giallorossi sonnecchiano, l’alleanza a Napoli va in frantumi: a questo punto è probabile che a Napoli accada quello che è successo sia a Roma che a Milano, dove Pd e M5s al primo turno andranno ognuno per conto suo, con un proprio candidato. Il candidato dei Dem, però, non sarà Gaetano Manfredi.

L’ex ministro ha dato ancora tempo fino a lunedì prossimo a chi lo vorrebbe in campo per trovare una sintesi, poi annuncerà ufficialmente la sua indisponibilità. Correre contro il M5s non gli interessa, e meno ancora gli interessa lanciarsi in campo come candidato di una parte per aspettare gli eventi, ovvero un eventuale successivo sostegno dei pentastellati. Tra i due litiganti, Pd e M5s, il terzo gode, dove il terzo è in questo caso Antonio Bassolino. L’ex sindaco va avanti con la sua campagna, e continua a ricevere telefonate anche da esponenti del Pd. Con i giallorossi spaccati, l’obiettivo-ballottaggio per Nonno Antonio è tutt’altro che impossibile.

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