Coronavirus, 59.138 casi totali: il numero dei positivi in lieve flessione. Borrelli: “Non bisogna abbassare la guardia”

Il bollettino quotidiano diramato dal capo della Protezione civile

Foto Claudio Furlan - LaPresse

ROMA – Lieve flessioni, ma è un dato da prendere con le pinze. Oggi sono 3.957 i positivi in più al Covid-19. In calo rispetto a ieri, quando erano 4.821. Sono i dati snocciolati da Angelo Borrelli, capo della protezione civile, in conferenza stampa. Aumentano i guariti: tra ieri e oggi sono stati 952 (più dei 943 di ieri). Il totale di chi ha sconfitto il Covid-19 raggiunge quota 7.024. Complessivamente i casi in Italia, dall’inizio dell’emergenza, sono 59.138. I pazienti in terapia intensiva sono, attualmente, 3.006, 149 in più rispetto a ieri.

Non bisogna abbassare la guardia

“I numeri di oggi sono in calo rispetto a quelli di ieri, ma non bisogna abbassare la guardia – è il monito di Borrelli -. Perché bisogna continuare con le misure adottate e rispettare le indicazioni del provvedimento del governo”. “Rispetto alla giornata di ieri c’è un dato in lieve deflessione – è il commento scientifico, invece, di Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità -. Non vogliamo farci prendere da facili entusiasmi o sopravvalutare la tendenza, ma è un segnale che cogliamo”.

Il dramma nelle regioni più colpite

“L’84% dei decessi si sono registrate in tre Regioni: la Lombardia, che paga il prezzo più alto, il Piemonte e l’Emilia Romagna. Lo dico da cittadino – ha aggiunto Locatelli -, è il momento in cui dobbiamo dare l’ennesima dimostrazione di essere una nazione unita e solidale, capace di dare una risposta al Paese”. Il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, in conferenza stampa nella sede della protezione civile di Roma, invitando a potenziare il sistema di trasferimento dei pazienti da una Regione all’altra.

La prossima settimana sarà cruciale

“Le prime misure di contenimento sono state adottate l’11 marzo. Ci aspettavamo – ha proseguito il medico – di vedere i risultati rispetto alla replicazione del virus sostanzialmente a partire dalle 2 alle 3 settimane, la prossima sarà cruciale e ci aspettiamo di vedere un segnale di inversione di tendenza. Faccio un appello alla responsabilità dei cittadini: sappiamo cosa vuol dire andare a impattare in maniera così importante sul nostro stile di vita, ma è il momento per trarre incentivazione per proseguire in questa politica, in questi comportamenti individuali”.

7.923 medici hanno risposto alla call per la task force

“La task force andrà anche nelle altre Regioni, non solo in Lombardia. Ieri sera, quando abbiamo chiuso la call, erano 7923 le domande presentate. Da domani daremo avvio ai primi medici sui territori. Voglio ricordare anche i 52 medici cubani che arriveranno in questi minuti in Lombardia e avremo anche dei medici dalla federazione russa”.

Italia prima in Europa per numero di tamponi

“Sui tamponi non è cambiata la strategia, seguiamo le linee guida dell’organizzazione mondiale della sanità e quelle seguiremo”. Lo ha detto il capo della protezione civile, Angelo Borrelli, in conferenza stampa. “Siamo uno dei paesi che ha fatto più tamponi al mondo, in Europa il primo – aggiunge Franco Locatelli . L‘attenzione è stringente rispetto alle indicazioni dell’Oms”.

Il dibattito sul farmaco Avigan

Durante la conferenza è stato dato spazio anche alla vicenda Avigan, farmaco oggetto di numerosi articoli che lo ritraggono come una delle soluzioni possibile per curare il coronavirus: “L’agenzia italiana del farmaco, il comitato tecnico scientifico prendono in considerazione tutte le opzioni terapeutiche. Ma un conto è parlare di opzioni da testare e validare – ha chiarito Franco Locatelli – un altro è definire alcune opzioni come la soluzione di un problema così importante. Prima di dire che abbiamo trovato soluzioni in termini di terapia antivirale servono prove inconfutabili”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome