Coronavirus, sale a 30 il numero dei casi in Europa. Morto il medico che aveva dato allarme

Foto CDC via AP, File

MILANO – Si aggrava il bilancio in Europa delle vittime del coronavirus: sale a 30 il numero dei casi confermati nel Vecchio Continente a seguito della segnalazioni di altri episodi da parte di Regno Unito e Germania. In territorio tedesco, tutti i casi sono legati alla società Webasto, che si occupa di fornitura ricambi auto. La sede, fuori Monaco, era stata visitata da una dipendente cinese infetta e oggi il Paese ha confermato il 13esimo caso: si tratta della moglie di un impiegato a cui era stato precedentemente diagnosticato il virus.

Risultano tra i contagiati anche due figli di dipendenti dell’azienda

Le autorità britanniche hanno riferito di un terzo caso, affermando che il paziente non ha contratto il virus nel Regno Unito. Gli altri due contagiati risultano uno studente cinese della York University in Inghilterra e un parente del ragazzo. E proprio a causa del coronavirus è morto Li Wenliang, il medico 34enne che era stato tra i primi a dare l’allarme sul diffondersi dell’epidemia e inizialmente non era stato ascoltato ma anzi accusato dalla polizia. La notizia, in un primo momento diffusa dal tabloid cinese Global Times, e commentata anche dall’Organizzazione mondiale della Sanità, era poi stata smentita da una nota dell’ospedale di Wuhan che aveva riferito di “condizioni critiche”.

In serata è arrivata la conferma della struttura sanitaria

Wenliang si è spento intorno alle 3 del mattino (ora locale) dopo “un trattamento di emergenza”.La situazione non migliora per la Oms che avverte: “I vaccini e le terapie non sono proiettili d’argento (soluzioni immediate ed efficaci, ndr) e ci vorrà del tempo per svilupparli. Nel frattempo, ci sono cose semplici che possono essere messe in pratica come lavarsi le mani regolarmente e coprirsi naso e bocca quando si tossisce o starnutisce”, suggerisce il direttore generale Tedros Adhanom.

Intanto un incontro “per valutare lo sviluppo di farmaci” contro il nuovo coronavirus è stato fissato per martedì e mercoledì della prossima settimana a Ginevra: “Chiederemo agli scienziati di identificare le priorità della ricerca e coordinare gli sforzi per trovare farmaci efficaci”. Il direttore dell’Oms ha paragonato la situazione agli sforzi per sviluppare rimedi contro l’Ebola, scoppiata tra il 2014-2016 nell’Africa occidentale. (LaPresse)

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