Cronisti e istituzioni in piazza contro minacce e bavaglio, solidarietà e un po’ di ‘distrazione’

Il procuratore Giovanni Melillo: “La Procura presta grande attenzione alle minacce rivolte ai giornalisti. Non si tratta di questioni che riguardano pochi, ma tutti”

NAPOLI (pv) – Si è parlato della difficoltà di fare informazione, ieri a Forcella, alla manifestazione a sostegno dei giornalisti minacciati, imbavagliati e precari. Rappresentanti delle istituzioni e giornalisti si sono incontrati per parlare dei problemi che gli operatori dell’informazione incontrano ogni giorno. Querele temerarie, insulti e aggressioni sono all’ordine del giorno ma l’opinione pubblica tende a considerare atteggiamenti di questo genere come semplici “incidenti di percorso” di un lavoro di per sé pericoloso. “Siamo soprattutto noi giornalisti i responsabili della debolezza della nostra categoria”, affermava ieri un cronista che scrive per un giornale del Lazio, di ritorno dalla manifestazione organizzata da un sindacato napoletano. Ha deciso di fare tappa in redazione per esprimere la sua solidarietà al nostro giudiziarista Giuseppe Tallino e alla squadra di Cronache. “Quello che mi ha colpito – ci ha detto perplesso – è che dopo tutto il casino che è successo non si è quasi parlato di voi e delle minacce al vostro giornalista”. Non conosce la realtà napoletana. Aveva letto gli articoli dei giorni scorsi: un boss pluriomicida detenuto, Augusto La Torre, che fa pubblicare da un sito una lunga lettera  nella quale si diverte a sbeffeggiare il nostro giornalista, il sostituto procuratore dell’Antimafia Alessandro D’Alessio e il procuratore della Repubblica Maria Antonietta Troncone.

Parole inquietanti, se si pensa che secondo gli inquirenti starebbe tentando di rimettere su il clan in vista della scarcerazione. “E meno male che si parlava proprio di minacce – ha aggiunto il collega laziale -, l’unico che ne ha parlato è stato il presidente dell’Ordine”. Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania ha infatti ricordato che “le ultime minacce ai giornalisti sono di qualche giorno fa: un collega di Cronache di Napoli e Caserta e un cronista di Campanianotizie.com. Episodi sui quali Procura e forze dell’ordine stanno indagando perché c’è attenzione a questo tema, così come ha ricordato il procuratore Melillo che ringraziamo. Bisogna lavorare per fare rete, non solo dentro la categoria, ma tra la nostra professione, le istituzioni e la società civile”. Nessun altro ha fatto riferimento all’episodio. Ma a Napoli è la “normalità”. Qui nessuno si aspetta una dichiarazione di sostegno che non sia legata a rapporti personali. Le parole pronunciate dal procuratore Giovanni Melillo sembrano centrare il problema: “La Procura presta grande attenzione alle minacce rivolte ai giornalisti. Non si tratta di questioni che riguardano pochi, ma tutti”. Parole sulle quali, forse, gli stessi giornalisti dovrebbero riflettere. Un po’ di attenzione in più, da parte dei colleghi quando si parla di temi importanti come le minacce ai cronisti, farebbe bene all’unità della categoria.

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