Ecoballe in fiamme a Taverna del Re, bufera politica. La destra contro le scelte regionali

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Fiamme a Taverna del Re
Fiamme a Taverna del Re

CASERTA – L’incendio divampato nel sito di stoccaggio di Taverna del Re a Giugliano provoca un’ondata di reazioni politiche e riaccende lo scontro sulla gestione dei rifiuti in Campania. Le fiamme, sviluppatesi sotto i teli delle piazzole dove ancora giacciono oltre un milione di tonnellate di ecoballe, hanno sollevato una dura presa di posizione da parte dell’opposizione di centrodestra, mentre le forze d’area riformista chiedono chiarezza sulle cause e un’accelerazione sulle bonifiche.

A guidare l’attacco al governo regionale è Gennaro Sangiuliano, capo dell’opposizione in consiglio regionale, insieme ai capigruppo di centrodestra Massimo Pelliccia, Raffaele Maria Pisacane, Massimo Grimaldi e Sebastiano Odierna. “Questo ennesimo rogo tossico ha responsabilità ben precise”, dice Sangiuliano. “La sinistra governa la Regione Campania da vent’anni, ha speso centinaia di milioni di euro per la gestione delle ecoballe, ma un milione di tonnellate di rifiuti sono ancora lì a fare danni e minacciare la salute dei cittadini di Giugliano e dei comuni limitrofi. Ora Fico si assuma le sue responsabilità, finisca di gingillarsi e ci dica cosa vuol fare in tempi rapidissimi”.

Sulla stessa linea interviene Michela Rostan, consigliera regionale della Lega e componente dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio, che definisce l’evento “l’ennesima testimonianza della gestione fallimentare del ciclo dei rifiuti da parte della Regione Campania, che in tutti questi anni non è stata in grado di dotare il territorio degli impianti necessari”. Per Rostan “è arrivato il momento di prevenire definitivamente le emergenze” attraverso la tutela della salute pubblica e un monitoraggio costante di aria, suolo e coltivazioni.

Nel corso della giornata, il deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione parlamentare Ecomafie, Gimmi Cangiano, ha effettuato un sopralluogo sul posto insieme al sindaco di Villa Literno, Valerio di Fraia. Pur evidenziando che “il rogo appare domato e la situazione sotto controllo” grazie all’intervento dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine, Cangiano punta il dito sui ritardi del piano di rimozione: “Dopo dieci anni di governo De Luca, le ecoballe sono ancora lì. È il simbolo plastico del fallimento di una stagione politica fatta di annunci e promesse mai portate fino in fondo. Fico eredita questo fallimento, ma non pensi di utilizzarlo come alibi per perdere altro tempo”.

Dal fronte dell’assemblea regionale giunge anche la posizione di Ciro Buonajuto, consigliere di Casa Riformista e presidente della commissione Affari istituzionali. Buonajuto sollecita accertamenti immediati sulle responsabilità dell’evento, richiamando l’attenzione sui danni patiti dal comparto agricolo locale: “Ci troviamo di fronte a un fatto grave che ferisce ancora una volta un territorio già duramente provato”. Il consigliere ha annunciato che nel mese di settembre la commissione proseguirà l’iter di audizioni ascoltando i prefetti di Napoli Michele di Bari e di Caserta Lucia Volpe “per pretendere un quadro chiaro sui controlli, sulla prevenzione e sulla sicurezza dei siti”, chiedendo di imprimere una svolta decisiva allo svuotamento dell’area e alle bonifiche dei suoli.

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