Fed: mercati in attesa per Powell a Jackson Hole, temono la svolta ‘hawkish’

La settimana dei mercati è scandita dall'attesa per le prossime parole di Jerome Powell.

Jerome Powell (AP Photo/Susan Walsh, Pool, File)

MILANO – La settimana dei mercati è scandita dall’attesa per le prossime parole di Jerome Powell. Il presidente della Federal Reserve, infatti, interverrà venerdì al simposio economico di Jackson Hole in Wyoming, una rinomata località sciistica nell’Ovest degli Stati Uniti, che dal 1978 ospita l’evento organizzato dalla Federal Reserve di Kansas City e riunisce banchieri centrali, ministri delle finanze ed accademici internazionali. Dopo giorni di ottimismo e rialzi, da venerdì scorso i listini sono tornati a mostrare segni di nervosismo, tradendo il timore di una recessione che potrebbe essere scatenata dalle mosse ‘hawkish’ dei banchieri centrali per frenare la spirale inflattiva.

E proprio le possibili di politica monetaria si leggono in filigrana nel titolo del tema del meeting di Jackson Hole di quest’anno, ‘Rivalutare i vincoli dell’economia e della politica’, che vedrà Powell scandire su quali politiche si orienterà la Fed dopo gli ultimi due rialzi da 75 punti base in altrettanti meeting del Fomc. Nel 2021 Powell aveva sottolineato la natura transitoria dell’inflazione, salvo poi dover correggere la rotta a partire dall’autunno. Kevin Thozet, membro del Comitato Investimenti di Carmignac, ricorda che la “forward guidance di tipo accomodante” adottata allora è stata poi abbandonata, “lasciando spazio a un aumento dei tassi a un livello più prossimo alla neutralità e a una maggiore dipendenza dai dati di fronte al persistente aumento dei prezzi”.

“Gli investitori – osserva John Plassard, Director & Investment Specialist del Gruppo Mirabaud – devono capire come la Federal Reserve intenda risolvere il dilemma dell’alta inflazione da un lato e della disoccupazione estremamente bassa dall’altro”. Resta poi ancora sul tavolo la possibilità di “un ulteriore rialzo dei tassi ‘insolitamente alto’ nella prossima riunione della Fed di settembre”. Per Plassard, proprio a Jackson Hole Powell dovrebbe dare maggiori indicazioni su come intenda procedere. “Quale sarà esattamente il tasso centrale della Fed?”, si chiede l’economista di Mirabaud. “Tra i rischi da considerare, la Fed ha anche osservato nella sua ultima riunione che esiste la possibilità che i rinnovati rischi legati all’inflazione elevata rallentino la ripresa se l’aumento dei prezzi comporterà una riduzione della spesa delle famiglie e delle imprese. Si prevede che i membri della banca centrale USA cercheranno di chiarire questa questione cruciale durante il meeting”.

Secondo l’economista, “mentre tutti guarderanno al discorso di Powell, la sorpresa potrebbe arrivare dai funzionari della BCE. Nelle ultime settimane, infatti, sono stati molto silenziosi. Ricordiamo che le aspettative di rialzo dei tassi per la prossima riunione della BCE sono molto alte e che sempre più spesso si chiede a Christine Lagarde di diventare ancora più falco adesso che Mario Draghi non è più alla guida del governo italiano. Inoltre, se l’eurozona dovesse entrare in recessione prima della fine dell’anno, è probabile che la BCE possa accelerare il ritmo dei rialzi dei tassi per avere un po’ di ‘munizioni'”. Powell e la Fed dovranno spiegare se gli Usa sono già in recessione o se ci si stiano dirigendo. Plassard ricorda che “di recente Powell ha dichiarato che la banca centrale non sta cercando di provocare una recessione aumentando i tassi di interesse e che non ritiene di doverlo fare, anche se sta lottando per porre sotto controllo un’inflazione che ha raggiunto i massimi decennali”. La sfida coinvolge anche la presidenza Biden, rileva inoltre l’economista di Mirabaud, “poiché un errore di calcolo da parte della Fed potrebbe portare a un crollo dell’economia, a un’inflazione elevata e persistente o, peggio, a entrambe le cose”.

LaPresse

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