Fine della corsa a Pescopagano: arrestato 63enne, deve scontare quasi 9 anni per estorsione e furti

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

MONDRAGONE – Una lunga scia di reati che si estende dall’estorsione al furto aggravato, passando persino per l’evasione. Un curriculum criminale che ha presentato il suo conto definitivo: otto anni, nove mesi e sei giorni di reclusione. Si chiude così, almeno per ora, il percorso di un 63enne del posto, già ampiamente noto alle forze dell’ordine, rintracciato e arrestato nella mattinata di martedì 9 giugno dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone.

Il blitz dei militari è scattato presso l’abitazione dell’uomo, situata nella località balneare di Pescopagano. L’operazione non è il frutto di una nuova indagine, ma l’atto finale di un lungo iter giudiziario. I Carabinieri hanno infatti dato esecuzione a un provvedimento di unificazione di pene concorrenti, emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Un documento che mette un punto fermo su diverse sentenze passate in giudicato, cumulando le condanne e rendendo la pena esecutiva.

L’uomo, la cui identità non è stata resa nota, dovrà rispondere di un passato segnato da reati di grave allarme sociale. L’estorsione, il furto aggravato e l’evasione dipingono il profilo di un soggetto con una spiccata propensione a delinquere, le cui azioni hanno evidentemente lasciato un segno sul territorio. Il provvedimento della Procura sammaritana ha quindi raccolto i pezzi di questo puzzle giudiziario, componendo una condanna complessiva di quasi nove anni, da cui andrà detratto l’eventuale presofferto.

Dopo essere stato localizzato nella sua residenza, il 63enne è stato prelevato dai militari. Ultimate le formalità di rito presso la caserma del Reparto Territoriale, è arrivata la disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante che ha stabilito le modalità di espiazione della pena. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare per una condanna di tale entità, l’uomo non è stato tradotto in un istituto penitenziario. Su disposizione del magistrato, è stato infatti riaccompagnato presso la sua stessa abitazione e sottoposto al regime della detenzione domiciliare. Sarà dunque tra le mura di casa, a Pescopagano, che dovrà scontare la pena residua, sotto il rigido controllo delle forze dell’ordine.

Questa operazione, come sottolineato dal Comando dell’Arma, rappresenta un tassello importante nell’incessante attività di controllo del territorio e di contrasto alla criminalità. L’esecuzione delle sentenze definitive costituisce un momento fondamentale per garantire la certezza della pena e per riaffermare il principio di legalità. Assicurare alla giustizia soggetti con condanne definitive non solo tutela la sicurezza dei cittadini, ma rafforza anche la fiducia nelle istituzioni, dimostrando che i percorsi giudiziari, per quanto lunghi, giungono a una conclusione concreta ed effettiva.

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