Francia, è sfida aperta tra Macron e Le Pen: “Sullo sfondo il conflitto in Ucraina”

Occhi puntati sulla Francia per il primo turno delle elezioni presidenziali che cadono in un momento di grande incertezza geopolitica, nel pieno della guerra tra Russia e Ucraina.

ROMA – Occhi puntati sulla Francia per il primo turno delle elezioni presidenziali che cadono in un momento di grande incertezza geopolitica, nel pieno della guerra tra Russia e Ucraina. Dato inizialmente come il favorito, il presidente in carica Emmanuel Macron, che punta alla rielezione, ha visto accorciarsi sempre di più la distanza nei sondaggi con Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, ed espressione di quell’ala populista di destra che ha trionfato recentemente in Ungheria con la rielezione di Viktor Orbán.

Il voto in Francia avrà un peso notevole sugli equilibri internazionali, sul futuro dell’Unione europea e sulla risposta di Bruxelles al conflitto in Ucraina. Un risultato favorevole a Le Pen potrebbe incrinare l’autorità di Macron, in un momento delicato come la guida della presidenza di turno del Consiglio dell’Ue. Tra i dodici candidati che si presentano al primo turno, l’attuale inquilino dell’Eliseo è il più allineato con gli Stati Uniti, dopo il superamento della crisi aperta sulla vendita dei sottomarini all’Australia, nonché l’unico dei politici – tra quelli dati come favoriti – ad appoggiare la Nato. Nonostante ne abbia dichiarato la “morte cerebrale” nel 2019, la guerra in Ucraina ha dato a Macron una nuova motivazione per cercare di rinvigorire l’Alleanza atlantica. Gli altri candidati vorrebbero invece un coinvoglimento minore se non un ritiro completo di Parigi dalla Nato, come proposto dal candidato di estrema sinistra Jean-Luc Melenchon.

I sondaggi alla vigilia del voto danno Macron solo a un punto percentuale sopra Le Pen, che nelle ultime settimane è riuscita nella rimonta. A seguire, Melenchon e poi gli altri candidati, tra cui il giornalista e outsider Eric Zemmour, e la candidata dei Repubblicani Valerie Pecresse, entrambi sotto la soglia del 10%. Si riproporrebbe quindi, per il secondo turno, lo stesso scenario del 2017, quando Macron vinse al secondo turno contro Le Pen.

E’ probabile che a influire sul calo dei sondaggi per Macron sia stata la sua tardiva discesa in campo e la potente campagna elettorale messa in piedi da Le Pen che ha puntato molto su uno dei problemi più sentiti dalla popolazione, ovvero l’aumento del prezzo dei generi alimentari, che rischia di aggravarsi con l’infuriare della guerra in Ucraina. Le Pen ha anche abilmente evitato qualsiasi contraccolpo significativo per la sua precedente vicinanza con Vladimir Putin. La leader era infatti andata al Cremlino per incontrare il presidente russo durante la sua ultima campagna presidenziale nel 2017. Le Pen ha definito l’invasione “assolutamente indifendibile” e ha detto che il comportamento di Putin non può essere scusato “in alcun modo”.

Già da sabato le urne sono state aperte nei territori d’oltremare. Domenica voterà la Francia metropolitana, dove i seggi saranno aperti dalle 8 alle 19, e fino alle 20 in alcune città come Parigi e Marsiglia. A votare circa 48,7 milioni di elettori. I candidati con più voti si affronteranno nel secondo turno in programma per il 24 aprile.

Di Lucrezia Clemente

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