NAPOLI – Un pomeriggio di ordinaria follia, l’ennesimo capitolo di una spirale di violenza domestica che si è concluso nel sangue. Le lancette dell’orologio avevano da poco superato le 16:30 di ieri, 14 maggio 2026, quando in un appartamento del Rione Traiano un uomo di 66 anni, al culmine di una lite, ha impugnato un paio di forbici da cucina e ha colpito ripetutamente la moglie, di un anno più giovane. Un’aggressione brutale, l’apice di mesi di minacce e maltrattamenti taciuti e denunciati, che ha portato all’arresto dell’uomo da parte dei Carabinieri con le pesanti accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate.
La richiesta d’aiuto non è arrivata dall’abitazione dell’orrore, ma dal Pronto Soccorso dell’Ospedale San Paolo. È lì che la vittima, una donna di 65 anni, è riuscita ad arrivare da sola, in taxi, sanguinante e sotto shock. Ai militari della stazione Rione Traiano e della sezione operativa della Compagnia di Bagnoli, immediatamente intervenuti, ha raccontato l’incubo appena vissuto. Tutto sarebbe nato da una discussione per motivi banali, un pretesto che ha scatenato la furia del marito. Dalle parole si è passati subito ai fatti: prima una raffica di insulti e frasi minacciose, poi la violenza fisica. L’uomo l’ha spinta con forza contro il tavolo del soggiorno, che si è spezzato sotto l’impatto. È stato in quel momento, tra i cocci e il disordine, che la donna ha visto il lampo metallico delle forbici nelle mani del marito.
Il terrore le ha dato la forza di tentare una fuga disperata, ma l’uomo l’ha raggiunta. Un primo fendente l’ha colpita al petto. Poi un altro alla gamba destra e un ultimo, violento, alla schiena, mentre cercava di scappare. Nonostante le ferite, la 65enne è riuscita a divincolarsi, a uscire di casa e a fermare un taxi che l’ha portata in salvo. I medici del San Paolo le hanno suturato le ferite, diagnosticando una prognosi di 21 giorni.
Mentre la donna veniva curata, i Carabinieri si sono precipitati nell’appartamento della coppia. La scena che si sono trovati davanti era la fotografia esatta della violenza appena consumata: mobili danneggiati, oggetti a terra e un disordine che parlava di una lotta furibonda. In netto contrasto con quel caos, il 66enne era disteso sul letto della sua camera, come se nulla fosse accaduto. Durante il sopralluogo, i militari hanno sequestrato l’arma del delitto: le forbici da cucina, ancora intrise del sangue della moglie.
Le indagini hanno fatto emergere un quadro familiare drammatico e un’escalation di violenza purtroppo annunciata. Negli ultimi mesi, infatti, sia la moglie che il figlio della coppia avevano presentato diverse denunce contro l’uomo. Ai Carabinieri avevano raccontato di un clima di terrore costante, fatto di aggressioni fisiche, insulti e minacce continue. In un episodio particolarmente inquietante, il figlio aveva denunciato che il padre si era introdotto nella sua stanza brandendo proprio un paio di forbici e urlandogli contro, un macabro presagio di ciò che sarebbe accaduto. Le denunce, però, non erano bastate a fermarlo. L’uomo, dichiarato in arresto, è stato trasferito su disposizione della Procura di Napoli presso il carcere di Poggioreale, dove attenderà l’udienza di convalida, lasciando dietro di sé una scia di sangue e la speranza che, questa volta, la giustizia possa porre fine all’incubo.










