GIUGLIANO IN CAMPANIA – Una notte di follia sull’asse Napoli-Giugliano, iniziata con un colpo da manuale e terminata con uno schianto, una fuga disperata tra i campi e un arresto. È la cronaca di un furto di un SUV di lusso che si è trasformato in un violento confronto con i Carabinieri, conclusosi con le manette ai polsi per un giovane incensurato, tradito da un errore fatale commesso nella foga della fuga.
Tutto ha inizio nel cuore della notte, quando il buio e il silenzio avvolgono Posillipo. Sono le 3:00. Tre uomini, un commando organizzato, prendono di mira un garage di via Manzoni. Agiscono con rapidità e precisione: forzano l’accesso e in pochi, concitati istanti, si impossessano di una lussuosa Range Rover Sport. Il motore si accende e il SUV sparisce nell’oscurità, inghiottito dalle strade deserte della città. Per i ladri, il colpo sembra riuscito. Ma non hanno fatto i conti con la tecnologia.
A bordo del veicolo è installato un dispositivo GPS che, silenziosamente, inizia a trasmettere la sua posizione. Il segnale rimbalza fino alla Centrale Operativa dei Carabinieri di Giugliano in Campania. L’auto rubata è lì, nel loro territorio, precisamente in via Santa Maria a Cubito. L’allarme scatta immediato. Sono le 03:19 quando una gazzella del Nucleo Radiomobile viene dirottata sul posto. I militari individuano subito il SUV: è fermo, con i fari ancora accesi, in una stradina laterale.
L’avvicinamento è cauto, ma la reazione dei malviventi è fulminea e brutale. A bordo ci sono ancora due dei tre componenti della banda. Appena vedono i lampeggianti dell’auto di servizio, il conducente non esita: ingrana la marcia e lancia la potente Range Rover a tutta velocità contro la gazzella. L’impatto frontale è violentissimo, un boato che squarcia la quiete notturna. Ma non è finita. Il ladro inserisce la retromarcia e, nel tentativo di crearsi una via di fuga, si schianta contro un guard rail, danneggiando ulteriormente il veicolo rubato.
A quel punto, per i due non resta che la fuga a piedi. Abbandonano il SUV e si lanciano in una corsa disperata attraverso i terreni agricoli circostanti, tra sterpaglie, fango e recinzioni. I Carabinieri, nonostante lo shock dello speronamento, si gettano all’inseguimento. È durante questa fuga caotica che uno dei due malviventi commette l’errore che gli costerà la libertà. Nello scavalcare una recinzione, dalla sua tasca cadono il telefono cellulare e, soprattutto, la sua patente di guida.
Gli oggetti vengono immediatamente recuperati dai militari. Mentre partono le indagini per identificare il fuggitivo, le immagini delle telecamere di videosorveglianza del garage di Posillipo forniscono la prova regina: il volto immortalato durante il furto è lo stesso della fototessera sulla patente. Si tratta di un 22enne di Mugnano di Napoli, incredibilmente incensurato.
Il cerchio si stringe rapidamente. I Carabinieri si presentano alla sua abitazione, ma trovano solo il padre, ignaro di tutto. La pressione, però, è ormai insostenibile. Il giovane, sentendosi braccato e senza via di scampo, prende la decisione di costituirsi. Accompagnato dal suo avvocato, si è presentato presso la caserma dei Carabinieri di Giugliano.
Arrestato, il 22enne è stato tradotto in carcere in attesa di giudizio. Le accuse a suo carico sono pesantissime: rapina, resistenza a pubblico ufficiale e fuga pericolosa. Le indagini, tuttavia, non si fermano. Gli inquirenti sono ora al lavoro per dare un nome e un volto ai suoi due complici, riusciti, per il momento, a far perdere le proprie tracce e a svanire nel buio da cui erano emersi.
















