VICO EQUENSE – Un risveglio da incubo per un residente di Via Vecchia Marina, una tranquilla strada della penisola sorrentina. Quello che doveva essere l’inizio di una normale giornata si è trasformato in pochi, concitati minuti, in uno scenario da film, conclusosi con l’arresto di un insospettabile 43enne da parte dei Carabinieri della locale stazione.
La cronaca di una mattinata di ordinaria follia inizia alle 07:20 di oggi, 15 aprile 2026. È a quell’ora che la centrale operativa del 112 riceve una telefonata. Dall’altro capo del telefono, la voce rotta dall’agitazione è quella del proprietario di un appartamento. L’uomo, con grande lucidità nonostante il panico, riesce a fornire le informazioni essenziali: un estraneo si è introdotto in casa sua. Fornisce anche una sommaria ma fondamentale descrizione: è un uomo alto e indossa un cappellino.
La fortuna, in questa circostanza, gioca a favore della vittima. Una pattuglia della stazione dei Carabinieri di Vico Equense è in servizio di perlustrazione a poca distanza. La macchina dei soccorsi si mette in moto con una tempestività che si rivelerà decisiva. In una manciata di minuti, i militari raggiungono Via Vecchia Marina, trovandosi di fronte a un complesso di abitazioni il cui cancello d’ingresso porta i segni inequivocabili di una forzatura. La segnalazione era fondata.
Mentre ispezionano l’area, la loro attenzione viene catturata da una figura che corrisponde alla descrizione. L’uomo, vedendo la divisa, capisce di essere stato scoperto. In un disperato e maldestro tentativo di garantirsi la fuga, afferra una bicicletta parcheggiata nelle vicinanze e prova a dileguarsi pedalando. Una fuga che dura però pochissimi istanti. I Carabinieri, con prontezza e professionalità, gli tagliano la strada e lo bloccano senza che possa opporre resistenza.
L’uomo fermato è un 43enne del posto, un volto sconosciuto alle forze dell’ordine, un incensurato. I successivi accertamenti hanno permesso di ricostruire nel dettaglio la sua azione criminale. Poco prima dell’arrivo della pattuglia, era riuscito a introdursi in uno stabile, prendendo di mira due appartamenti distinti, entrambi di proprietà della persona che ha lanciato l’allarme. Con una tecnica da scassinatore, aveva prima forzato un infisso esterno per accedere al primo piano, per poi scardinare la porta d’ingresso di entrambe le abitazioni. Una volta dentro, però, per motivi ancora al vaglio degli inquirenti – forse disturbato da un rumore o semplicemente non trovando nulla di suo interesse – era uscito senza sottrarre alcun bene.
La perquisizione personale a cui è stato sottoposto ha fatto emergere un altro elemento: l’uomo è stato trovato in possesso di un coltello multifunzione a lama estraibile, un utensile che potrebbe essere stato utilizzato per forzare gli accessi.
Condotto in caserma per le formalità di rito, il 43enne è stato dichiarato in arresto con l’accusa di tentato furto in abitazione aggravato. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato tradotto presso la sua abitazione e sottoposto al regime degli arresti domiciliari, in attesa del giudizio di convalida. Resta da chiarire il movente che ha spinto un uomo senza precedenti penali a compiere un gesto così grave, un’incursione all’alba che, grazie alla sinergia tra la prontezza del cittadino e l’efficienza dei Carabinieri, non si è trasformata in un furto consumato.














