Milan-Samp, Gattuso suona la carica e riparte da Higuain e Cutrone

Le dichiarazioni in conferenza stampa del tecnico rossonero alla vigilia del match con la Sampdoria

Foto Luciano Rossi/AS Roma/ LaPresse in foto Rino Gattuso

MILANO (LaPresse) – I giocatori sono liberi di variare il tema tattico, mettendoci cuore e coraggio. Il Milan non è morto e io non sono spento. E’ giusto che Higuain dedichi le sue energie al campo e alle azioni, un po’ meno magari alle proteste verso l’arbitro e ai rimproveri all’indirizzo dei compagni.

Il Milan si prepara ad affrontare la Samp

Sono i concetti principali, i titoli d’apertura della conferenza stampa di Rino Gattuso alla vigilia di Milan-Sampdoria. Che ha parlato spesso e volentieri alla squadra, citando il collettivo e spronando il gruppo: Ringhio vuole vedere 23 leoni, 23 cani arrabbiati, 11 giocatori in grado di seguire l’esempio di Cutrone. Solo grinta? Solo sangue agli occhi? No, anche qualità, ha aggiunto Gattuso, perchè senza quella non si va da nessuna parte.

I giornalisti che hanno rivolto temi e domande all’allenatore del Milan alla vigilia del ritorno in campo contro i blucerchiati, hanno lasciato Milanello con un dubbio: il sistema di gioco. Sarà 4-4-2 o 3-5-2? Molto dipenderà dalle condizioni dell’acciaccato Kessie. Il 2 finale però sempre un punto fermo, perchè la sensazione che il Milan parta dal primo minuto con la coppia Higuain-Cutrone è emersa in maniera abbastanza evidente.

Un avversario ostico

Poi però c’è l’avversario: “La Sampdoria ha una difesa ottima, ha subito solo 4 gol e lavorano molto bene. Dobbiamo essere bravi a metterli in difficoltà – ha ammesso Gattuso – e tenerli là, sono allenati da un grandissimo allenatore e ci sarà da faticare moltissimo. Sono veramente ben messi in campo. Veniamo da due partite che sono state delle legnate, ma non siamo morti. Io non sono spento e morto, qualcuno di voi deve capirlo, quando arrivano sconfitte mi brucia ma sono quanto posso dare ancora a questi colori”.

Gattuso suona la carica ai suoi

Messo a posto il proprio stato d’animo e comunicato al meglio il proprio spirito, il tecnico rossonero ha proseguito con l’analisi del momento: “Remiamo tutti insieme nella stessa direzione da sempre, ma ci sono gli avversari e ci sono alcune prestazioni negative. Questi ragazzi devono capire che la società ha sempre dato fiducia, anche prima della partita avevo parlato con Gordon Singer e ieri con Leonardo e Maldini. Sono sempre presenti, sono sempre con noi. Dobbiamo solo lavorare perché quello che stiamo facendo non basta, non possiamo mollare ad ottobre. Via gli alibi e prendiamoci le responsabilità, io non difendo nessuno ma serve che tutti facciano qualcosa in più. Se troviamo sempre una scusa, non si va da nessuna parte”.

Qual è allora il buco nero, o meglio, rossonero? “In questo momento dobbiamo divertirci e a tratti lo abbiamo fatto negli ultimi mesi. Ora non lo stiamo più facendo, soffriamo gli avversari e serve ritrovare quella gioia di giocare, di far girare la palla, di rincorrere gli avversari. Ritroviamo tutto questo”.

Il match a San Siro, come arrivano le due squadre 

Quella delle 18 a San Siro sarà la sfida milanese numero 61 in campionato tra Milan e Sampdoria, con 39 vittorie rossonere, 10 pareggi e 11 affermazioni doriane. Altre schermaglie statistiche della vigilia: la Sampdoria non ha subito reti nelle ultime tre trasferte di Serie A, mentre il Milan è la squadra che ha segnato di più da fuori area in questo campionato fino ad oggi. Ma quello che interessa a Rino Gattuso è che la squadra si riprenda del tutto sul piano mentale: “Io non voglio fare paragoni con l’Inter, ma ricordate dove stavano in classifica il 27 dicembre scorso dopo la partita di Coppa Italia con noi. Dopo quella sconfitta ci hanno messo mesi per rialzarsi e ora guardateli. Le mazzate si sentono, serve tempo ma non è tutto da buttare”.

Higuain è il leader

Il pensierino finale dell’allenatore milanista è sul Pipita: “Non è brillantissimo e gli arrivano pochi palloni, ma è la squadra che deve farlo rendere al massimo. Ma lui deve applaudire i compagni, dare prove di incoraggiamento e ne abbiamo parlato. Poi deve innervosirsi meno, sul rigore negato a Castillejo ha protestato troppo. Lui è un leader nel gruppo, fa stare tranquilli tutti e scherza con tutti”.

di Mauro Suma

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