Germania, bufera sul capo 007 Maassen: Seehofer lo manda in pensione anticipata

Secondo il testo di un discorso pronunciato il 18 ottobre a Varsavia, ha dichiarato ai suoi omologhi europei di essere vittima della frangia "sinistra radicale" della coalizione della cancelliera Angela Merkel

(Photo by Odd ANDERSEN / AFP)

BERLINO (LaPresse/AFP) – Il ministro dell’Interno della Germania, Horst Seehofer, ha annunciato che intende mettere in pensione anticipata il capo dei servizi interni, Hans-Georg Maassen. A causa delle sue critiche contro la Grosse Koalition, una violazione del suo dovere di riservatezza. Maassen, 55 anni, avrebbe già dovuto lasciare l’incarico nelle settimane successive per diventare consigliere del ministro a seguito di un precedente scandalo. Ma per decisione di Seehofer è stato ora escluso dalla funzione pubblica.

Le accuse del ministro dell’Interno Seehofer

Secondo il testo di un discorso pronunciato il 18 ottobre a Varsavia, ha dichiarato ai suoi omologhi europei di essere vittima della frangia “sinistra radicale” della coalizione della cancelliera Angela Merkel. “Nel suo discorso ha usato delle formule inaccettabili”, ha dichiarato Seehofer oggi. Denunciando l’attacco del responsabile che prendeva di mira il partito socialdemocratico Spd, che governa appunto in coalizione con il blocco conservatore di Merkel. Il ministro dell’Interno ha anche considerato “inaccettabile” che Maassen abbia qualificato “ingenua” la politica migratoria del governo.

Contrasti sulla politica migratoria della Merkel

Maassen era nella bufera dal 7 settembre, quando aveva smentito l’esistenza di ‘cacce collettive’ contro gli stranieri a Chemnitz, denunciate da Angela Merkel dopo le manifestazioni contro i migranti su appello dell’estrema destra. Aveva anche assicurato che un video diffuso sui social network che mostrava una presunta ‘caccia ai migranti’ era falso. Mentre invece era reale. Infine, una parte della classe politica giudicava che il funzionario intrattenesse legami troppo stretti con il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD).

Il compromesso, Maassen doveva lasciare l’incarico

La Spd aveva reagito chiedendo di licenziare Maassen e minacciando di far cadere il governo, mentre il ministro dell’Interno Seehofer, in conflitto con Merkel, aveva dato al capo degli 007 il suo sostegno. Alla fine era stato raggiunto un compromesso, in base al quale Maassen doveva diventare consigliere del ministro e lasciare l’incarico di capo dei servizi interni. Ma nel suo discorso de 18 ottobre ha anche ribadito le accuse a media e politici di “seminare la disinformazione” denunciando le ‘cacce agli stranieri’.

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