Germania, terremoto politico dopo le dimissioni della leader di Spd. Merkel: “Si va avanti”

L'uscita di scena di Nahles, oggetto di critiche dal giorno della sua elezione un anno fa da parte di una fronda interna al partito favorevole a un'uscita dalla coalizione, rischia di accelerare, per effetto domino, la dissoluzione del governo

Foto Tobias Schwarz / AFP in foto Angela Merkel

MILANO – Terremoto politico in Germania per effetto delle europee. Il flop elettorale dell’Spd ha portato alle dimissioni della leader socialdemocratica Andrea Nahles minacciando la sopravvivenza del governo di Angela Merkel. La cancelliera tedesca, seppur indebolita per le vicende che riguardano l’alleato, si è detta determinata a continuare il lavoro dell’esecutivo. “Con tutta la nostra serietà e soprattutto con il nostro senso di responsabilità”.

La linea della cancelliera Merkel

Parlando a margine della riunione del suo partito, la Cdu, Merkel ha citato le sfide che ancora restano da vincere “in Germania, in Europa. E nel resto del mondo”. Poco prima, la papabile delfina della cancelliera e leader dei cristianodemocratici, Annegret Kramp-Karrenbauer, aveva insistito “sull’impegno preso a favore della grand koalition” (Cdu-Spd). Esortando i partner socialdemocratici a risolvere” velocemente “i loro problemi interni per non “danneggiare il lavoro del governo”.

Merkel ha sempre affermato di voler completare il suo quarto mandato, come previsto, fino al 2021. Cercando, nonostante l’aumento delle crisi di governo nell’ultimo anno, di mantenere al potere una coalizione sempre più impopolare.

Le dimissioni di Andrea Nahles

Con le sue dimissioni, Andrea Nahles cristallizza così le critiche in seno al partito, dopo lo schiaffo storico dei socialdemocratici alle europee del 26 maggio. Superata ampiamente anche dai Verdi (al 20,5%), la formazione di centrosinistra ha raggiunto il suo risultato peggiore, fermandosi al 15,8% dei voti. Prima donna a guidare l’Spd, Nahles ha ammesso di voler gettare la spugna “per mancanza del sostegno necessario”, a due giorni dal voto interno del partito sul suo futuro.

Gli effetti sul governo tedesco

L’uscita di scena di Nahles, oggetto di critiche dal giorno della sua elezione un anno fa da parte di una fronda interna al partito favorevole a un’uscita dalla coalizione, rischia di accelerare, per effetto domino, la dissoluzione del governo. Il quotidiano di centro sinistra Süddeustche Zeitung domenica mattina titolava ‘La fine attesa’ di questa coalizione, nata con difficoltà a inizio 2018. “Non c’è quasi un progetto comune, i protagonisti ci trascinano riluttanti. Chi vorrebbe che continuasse così?”, si chiede il giornale tedesco.

Delicati equilibri

In realtà, se si andasse a elezioni anticipate sia l’Spd sia la Cdu avrebbero molto da perdere: la stessa leader Annegret Kramp-Karrenbauer, soprannominata Akk, si trova in difficoltà dopo le europee, dove i cristianodemocratici sono arrivati primi ma con un risultato storicamente basso (28,9%). Akk ha anche moltiplicato passi falsi, inimicandosi influenti YouTubeurs poco prima delle elezioni europee. Ricevendo critiche al suo interno ad appena un anno dalla successione di Angela Merkel a capo del partito.

La guida dell’Spd

Per quanto riguarda l’Spd, l’idea di lasciare prima del 2021 l’alleanza non è nuova e, per alcuni, è addirittura diventata quasi inevitabile. “Il prossimo passo è la fine della coalizione, tutto il resto arriverà dopo”, ha predetto un funzionario dell’SPD, Harald Christ, dalle pagine della Bild.

Il partito più vecchio in Germania pensa di risolvere la questione a settembre, a metà mandato, e vicino alle regionali che già si prevedono difficili in tre Land dell’ex Germania dell’est. Dove il partito di estrema destra, Alternativa per la Germania (AfD) punta a superare la Cdu. Sulla scia delle europee, tre figure dell’ala sinistra del partito, tra cui il responsabile dei giovani Kevin Kühnert, hanno chiesto alla Spd di imporre una svolta a sinistra al governo o di sbattere la porta. Sulle questioni sociali, come pensioni, indennità di disoccupazione, Cdu e Sdp accentuano le loro differenze da mesi. In un contesto in cui la lotta contro il cambiamento climatico è diventata cara agli elettori, come dimostra il successo dei Verdi.

(LaPresse/di Valentina Innocente)

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