Guidolin ricorda Bagnoli: ‘Mi ha insegnato la verità’

148
Cronache sport calcio
Cronache sport calcio

Francesco Guidolin è stato giocatore di Osvaldo Bagnoli nel Verona degli anni Ottanta, prima dello scudetto. In seguito alla scomparsa dell’allenatore, ne ha tracciato un ricordo profondo, descrivendo un uomo e un tecnico fuori dal comune.

Il loro legame è nato nell’estate del 1981, quando Bagnoli arrivò a Verona. Dopo una serie di colloqui individuali con la rosa, scelse proprio Guidolin, allora un timido 25enne, come capitano della squadra. Quella scelta si è rivelata vincente: il Verona ha conquistato la promozione in Serie A e Guidolin ha vissuto la sua migliore stagione con 8 gol, sentendosi responsabilizzato e valorizzato.

Bagnoli era un uomo schivo e di poche parole. “Mi ha insegnato a parlare con i silenzi, che a volte dicono più di tante parole”, ha spiegato Guidolin, ricordando come sapesse infondere autostima con piccoli gesti. Un giorno, lo invitò a battere un corner col piede debole, dicendogli che ne era capace: un dettaglio in grado di far sentire un giocatore importante.

La lezione più grande è arrivata nell’estate del 1982. Con il Verona in Serie A, la società acquistò il brasiliano Dirceu. Bagnoli provò a opporsi per tenere Guidolin, ma la decisione era stata già presa. Il tecnico lo convocò e, guardandolo negli occhi, gli comunicò la situazione con grande onestà, ammettendo di sentirsi “piccolo” di fronte a quella scelta.

Quella scena è diventata per Guidolin un modello su come dire sempre la verità ai giocatori. Ceduto al Bologna, ha subito un grave infortunio al ginocchio. È tornato a Verona l’anno dopo senza riuscire a imporsi, mancando così lo storico scudetto del 1984-85, un suo grande rimpianto.

Quando ha iniziato la carriera da allenatore, ha chiesto consiglio proprio al suo maestro. Bagnoli gli ha spiegato che, oltre la tattica, è fondamentale capire i giocatori e guadagnarsi la loro fiducia. Tatticamente, voleva squadre propositive ed è stato un innovatore, facendo avanzare il libero Tricella a centrocampo e utilizzando sempre due punte con caratteristiche complementari.

Guidolin ha visto un parallelo anche nel loro addio al calcio: entrambi hanno smesso presto. “Non avevo più le energie”, ha confessato, ricordando una “decisione alla Bagnoli” presa allo Swansea per salvare la squadra.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome