NAPOLI – Nuovi equilibri rischiano di riscrivere la mappa dei clan nel cuore del centro storico. Il clan Giuliano sta tornando a far sentire la propria voce e il proprio peso tra i vicoli di Forcella, un tempo suo feudo indiscusso. A spingere questa parziale rinascita sono alcune scarcerazioni eccellenti e, soprattutto, il progressivo consolidamento dell’asse strategico con i Mazzarella, storici alleati. Questo blocco si contrappone frontalmente allo strapotere del clan Contini, colonna portante dell’Alleanza di Secondigliano.
L’ultimo segnale di una ritrovata operatività sul territorio è la recente assoluzione e conseguente scarcerazione di Gennaro Izzo. L’uomo, difeso con successo dall’avvocato Roberto Saccomanno, è stato scagionato dall’accusa di essere il gestore di una redditizia piazza di spaccio a Forcella per conto del clan Giuliano. Di Izzo e della sua presunta collocazione organica all’interno del gruppo di Forcella aveva parlato il collaboratore di giustizia Salvatore Giuliano, detto ’o russ. Nelle sue dichiarazioni depositate agli atti dei magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia, il pentito aveva indicato Izzo come un elemento di fiducia, che avrebbe preso ordini direttamente da lui per la gestione del narcotraffico nel quartiere.
L’assoluzione di Izzo restituisce però la libertà a un soggetto che gli inquirenti considerano da sempre vicinissimo ai Giuliano. Questo evento si inserisce in un quadro ben più ampio e allarmante per le forze dell’ordine. I Giuliano, decimati negli anni da blitz, arresti e clamorosi pentimenti, stanno provando a riorganizzarsi sfruttando il “placet” e il supporto logistico dei Mazzarella. Per questi ultimi, mantenere un avamposto fedele e agguerrito a Forcella è fondamentale per frenare l’espansionismo dei Contini nell’area compresa tra la Stazione Centrale, la Maddalena e i Tribunali.
La Direzione Investigativa Antimafia monitora con estrema attenzione questo asse Giuliano-Mazzarella. I vicoli del centro rischiano di trasformarsi nuovamente in una polveriera: se da un lato l’Alleanza di Secondigliano e i Contini presidiano capillarmente le attività illecite a ridosso della Maddalena e della Duchesca, dall’altro la vecchia guardia di Forcella non sembra intenzionata a cedere definitivamente il passo, forte di nuove leve e di legami storici mai del tutto spezzati. I riflettori della Procura restano accesi su una tregua che appare ogni giorno più fragile.















