NAPOLI – I Vastarella avanzano nei vicoli al rione Sanità. Lo raccontano le ultime informative delle forze dell’ordine. Sono gli unici a tenere testa ai blitz e a decine di arresti eccellenti. I Sequino hanno ceduto le piazze di spaccio più importanti dopo le inchieste e le ultime ‘retate’. Ma lo scontro non è terminato, spiega un investigatore esperto. Anche se c’è una calma apparente alla Sanità, non è stata raggiunta la tregua. Il quartiere è una sorta di zona franca e i reduci dei Vastarella ne vogliono approfittare. I Sequino sono alleati con i Savarese e i Pirozzi e sotto l’influenza dei Mazzarella. I Vastarella sono supportati dall’Alleanza di Secondigliano. Lo smantellamento della vecchia guardia dei clan Sequino, Vastarella e Mauro, indeboliti da inchieste e blitz, ha generato un vuoto di potere senza precedenti nel rione Sanità. Basta citare solo alcuni nomi, come Patrizio Vastarella, il figlio Antonio e Nicola Sequino. Soprattutto i Sequino sono stati colpiti duramente dalle inchieste della magistratura.
Nel quartiere resistono oggi solo piazze di spaccio a conduzione familiare che, pur di lavorare, pagano una tassa settimanale o acquistano la droga dai vecchi referenti. Su queste risorse puntano le nuove generazioni. I Vastarella hanno il quartier generale alle Fontanelle. Qui sono riusciti a tenere in piedi la storica roccaforte, nonostante decine di operazioni delle forze dell’ordine. Questa frammentazione ha trasformato il centro storico in una terra di conquista per i grandi cartelli della criminalità organizzata napoletana. Se i Mazzarella hanno dovuto battere in ritirata dopo un blitz con 25 arresti, sono ora i Contini dell’Alleanza di Secondigliano a tentare l’affondo per espandersi nel rione.
I riflettori della Procura guidata da Nicola Gratteri restano accesi sul rischio concreto di una nuova faida tra i reduci dei Mazzarella e i rivali. Nel frattempo, la mancanza di una leadership forte ha scatenato le ambizioni delle cosiddette “baby paranze”, che devono fronteggiare l’espansione dei nuovi Vastarella. Si tratta di giovani emergenti sotto i trent’anni, impulsivi, spregiudicati e pronti a tutto pur di scalare le gerarchie. Il monitoraggio delle forze dell’ordine nei vicoli fotografa uno scenario allarmante, caratterizzato dal continuo aumento di sequestri di armi e dal fermo di ventenni pronti a fare fuoco. Questa nuova generazione, priva di vecchie regole e freni inibitori, rappresenta oggi la minaccia più imprevedibile per la sicurezza nel centro storico.









